0221591143

Agricoltura biologica come bene collettivo

Da 7 anni in Cascina Biblioteca si coltiva in modo rispettoso di salute e ambiente

I vantaggi di coltivazioni che rispettano ambiente, animali e esseri umani sono risaputi ormai da anni, ma è bene continuare a ricordarli perché sono numerosi e sempre più provati da studi scientifici. Ne ricordiamo alcuni: ridotto impatto sui cambiamenti climatici, tutela delle acque, aumento della fertilità del suolo, del benessere animale, generazione di un’occupazione pulita. Questi sono i benefici evidenziati a dicembre nell’ambito del progetto It’s bio da Roberto Pinton, esperto di biologico di fama internazionale, che sostiene che l’agricoltura biologica fornisce beni pubblici perché tutela beni di interesse collettivo, come l’acqua, la terra e l’aria. Coltivare terreni senza prodotti chimici, inoltre, genera un aumento della biodiversità, permette di risparmiare energia, ha un impatto positivo sulla salute umana. Questo può rendere consapevoli i consumatori che acquistare prodotti biologici non solo può migliorare la propria salute, ma contribuisce a ridurre l’inquinamento ambientale del territorio.

L’Italia è il primo paese in Europa per numero di operatori biologici. Nel 2022 è aumentata del 7.5% anche la superficie di terreno su cui ora non si utilizzano pesticidi, né fertilizzanti: quasi 2milioni e 200mila ettari, quasi il 17% di tutti i terreni agricoli italiani. E Cascina Biblioteca è orgogliosa di far parte di questo gruppo di operatori agricoli che si sono impegnati, fin da subito, a coltivare in modo biologico.

In Cascina Biblioteca, nel 2017 sono state avviate le attività agricole, che erano praticate nel corso dei secoli passati quando la cascina era parte della Grangia di San Gregorio. La scelta di alcuni lavoratori della cascina di ridare vita alle attività agricole, proprio per recuperare quella vocazione così centrale nel passato, ma non meno importante per il futuro, è stata decisiva e attuata nel rispetto dell’ambiente: ci sono voluti tre anni per convertire i terreni fino allora coltivati in modo tradizionale, per arrivare ad ottenere la certificazione della produzione di ortaggi biologici.

Per iniziare queste attività Cascina Biblioteca si è avvalsa della consulenza di Antonio Corbari, uno dei pionieri della coltivazione biologica in Italia e Daniela Ponzini, agronoma che ha seguito il percorso verso la certificazione ed i rapporti con Confagricoltura e con l’ente certificatore Bioagricert. Ma il progetto è stato, fin da subito, ancora più ambizioso: poiché Cascina Biblioteca è una cooperativa sociale che si occupa di disabilità e fragilità, la scelta è stata da subito anche quella di impiegare persone svantaggiate nelle attività agricole, per dare vita ad un progetto di agricoltura sociale. Poco dopo è stato aperto lo spaccio agricolo – Insalata Matta – che oggi è un vero e proprio negozio di prodotti biologici, perché accanto alla verdura si vende pane, latticini, frutta, vino, birra, salumi e anche detersivi e cosmetici naturali. Da un paio di anni il negozio si è dotato anche di un e-shop per vendere online!

Anche in Cascina Nibai a Cernusco sul Naviglio, i terreni vengono coltivati con la certificazione biologica da anni e producono cereali e legumi per uso animale e umano. Le attività agricole che si svolgono su questi campi, tutti certificati come biologici, sono principalmente destinate alla produzione di foraggi e alimenti per l’allevamento animale. Le coltivazioni subiscono rotazioni colturali: cereali come il mais, il frumento e il sorgo; legumi come il pisello; foraggi derivanti da prati seminati come i polifiti e il loietto o da prati stabili. Le produzioni vengono vendute come granella ad altri agricoltori o allevatori locali oppure utilizzate per gli allevamenti interni. Il fieno è utilizzato per autoconsumo o venduto ad altri allevamenti, mentre una parte della produzione di frumento viene venduta, come grano, a un birrificio artigianale per la produzione di birra.

Un ricco progetto di agricoltura biologica e sociale, affiancato anche da attività di educazione ambientale in cui si racconta questo tipo di coltivazione agli alunni delle scuole. Perché una delle azioni importanti da portare avanti è anche la formazione dei consumatori del futuro per orientare le loro scelte di acquisto

16 gennaio 2024

Fonti

ARTICOLI CORRELATI