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Autismo: i nostri primi 10 anni

Il CDD Autismo di Cascina Biblioteca si racconta nella Giornata mondale per la consapevolezza sull’autismo

 

Sembra ieri e invece son già passati dieci anni da quando Cascina Biblioteca, ristrutturando l’immobile di via Galileo Ferraris a Milano, ha realizzato l’apertura di un centro diurno dedicato a ragazzi e ragazze con diagnosi di disturbo dello spettro autistico.

Un servizio necessario, considerando che il “Progetto Osservatorio per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico”, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute, ha recentemente mostrato che in Italia un bambino su 77 nell’età compresa tra i 7 e i 9 anni ha un disturbo dello spettro autistico. Nei maschi c’è una frequenza 4.4 volte maggiore rispetto alle femmine. Oggi il numero delle persone autistiche è di oltre 600 mila e il CDD Ferraris Autismo è uno dei 1.200 centri per l’autismo in Italia.

Igino, responsabile del servizio, ha ben presente i lavori che furono svolti per la preparazione degli spazi del nuovo servizio, i numerosi sopralluoghi ATS e finalmente il decreto di Regione Lombardia che accreditava ufficialmente, nel novembre 2013, il servizio sociosanitario come CDD Ferraris Autismo. Entusiasmante fu la diffusione sul territorio del nuovo servizio realizzato, veicolato con una serie di iniziative che ci portarono a promuoverlo direttamente in tutti i distretti di Servizio Sociale del comune di Milano, incontrando le assistenti sociali territoriali, i centri specialistici che si occupavano di bambini/e e adolescenti con autismo, le associazioni di famiglie, la rete delle cooperative a noi vicine.

Marianna, educatrice/coordinatrice del centro, ricorda che all’inizio il servizio aprì le attività con tre maschi e una femmina molto diversi tra loro. L’equipe era formata da due educatori, un’operatrice sociosanitaria, una coordinatrice e un responsabile. Oggi il gruppo di lavoro conta dodici operatori, alcuni lavorano insieme dall’inizio di questa bella e impegnativa avventura, altri si sono aggiunti negli anni, altri ancora sono arrivati da poco. “L’aver aperto da zero un nuovo servizio ha dato la possibilità di costruirlo scegliendo con quali ospiti lavorare e pensando tutto in prospettiva del progetto di vita delle persone, riflessione che ci ha portato a rivolgerci a una fascia giovane, in modo che i ragazzi/e avessero la possibilità di crescere tra pari. Quindi, inizialmente le porte del CDD sono state aperte a coloro che frequentavano la scuola al mattino e il centro nel pomeriggio. Oggi, dopo dieci anni, i ragazzi/e sono diventati dei giovani adulti che affrontano la quotidianità in maniera sempre più autonoma e sicura” racconta Marianna.

L’equipe degli operatori è cresciuta e in occasione del 2 aprile – Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, ha pensato di raccontare la propria esperienza, per ciascuno particolare e diversa.

Per Michela “veterana” del servizio, arrivata al CDD Ferraris tramite un breve progetto per piccoli/e autistici e poi rimasta qui, la particolarità del funzionamento cognitivo dei ragazzi/e autistici rende il lavoro di ogni giorno al CDD Autismo sempre diverso e professionalmente “sfidante”. Stimolante è inventare modalità e strumenti per facilitare la comprensione e la possibilità per ciascuno di vivere il più serenamente possibile nel mondo neurotipico. Il loro stravagante e buffo modo di mettersi in relazione alleggerisce il lavoro e strappa durante le giornate qualche salutare risata.

In questi anni di lavoro al centro Mariano si è spesso sorpreso di entrare in un mondo così particolare dove ogni ragazzo/a è portatore di pensieri differenti. Dopo nove anni ogni piccolo cambiamento e autonomia acquisita dai ragazzi/e sono fonte di grande gioia. Lui stesso pensa di essere cresciuto come persona ed educatore; non mancano i momenti di difficoltà, che, grazie alla vicinanza e al supporto dei colleghi/e si superano meglio.

Anche Giulia, educatrice da sette anni, concorda che non sempre è facile, anzi spesso è proprio faticoso, il tutto viene però ampiamente ripagato dai successi, dai sorrisi e dagli obiettivi raggiunti. Ricorda che in università le hanno insegnato che lo spettro autistico è un mondo a sé, impenetrabile, senza contatto. Lavorando al CDD Autismo ha imparato che invece è un insieme di colori, sfumature, ricerca dell’altro. È uno stare insieme in movimento, creare, ascoltare, lavorare e crescere insieme.

Per Anna lavorare con adulti autistici significa avere quotidianamente la possibilità di imparare a guardare il mondo con uno sguardo diverso, attento a mille dettagli capace di captare segnali anche impercettibili. Questo le ha insegnato a comprendere ed accogliere i bisogni apparentemente più strani, quasi fosse un superpotere.

Da cinque anni, per Salvatore lavorare al CDD Autismo significa affiancare ed aiutare i ragazzi/e a superare gli imprevisti e le sfide che la quotidianità presenta, fornendo a ciascuno gli strumenti per affrontare quelli che noi chiamiamo momenti della vita “normali” ma che per loro poi così “normali” non sono. Entrare tutti i giorni al centro significa aprire una porta su una moltitudine di mondi, immagini, suoni e gesti. Non sempre è facile: la stanchezza e le difficoltà non mancano, ma la possibilità di gioire e festeggiare con i ragazzi/e i traguardi e i successi raggiunti lo ricompensa del lavoro svolto ogni giorno.

Per Martina il mondo delle persone autistiche è molto silenzioso, ma sempre comunicativo. Sembra quasi di entrare in una casa piena di cristalli, e tu devi stare attenta a come muoverti. Sei attenta a cosa indossare, a modulare la voce, a come gesticolare e impari ad osservare, studi ogni micro-lineamento nel viso che cambia, un mondo si inverte, quello che c’è dentro esce fuori e i cristalli si rompono e si ricompongono.

Per Daniel, lavorare in un CDD autismo significa entrare in un mondo alieno dove ognuno parla la propria lingua, faticare settimane per raggiungere il successo di un momento. La quasi totale assenza di feedback da parte delle persone autistiche, che spesso non sono verbali, ti fa dubitare di aver intrapreso la giusta strada. “Ho la fortuna di far parte di un gruppo col quale condividere fallimenti e costruire successi, un gruppo capace di alleggerire le giornate e regalare momenti di condivisione e sorrisi, grazie ai quali alzarsi la mattina dopo non è così pesante. Un bel super potere no?” racconta Daniel.

Deborah, uno degli ultimi membri dell’equipe racconta di come rispetto a cinque mesi fa, il suo lavoro sia molto cambiato. Lavorava con i bambini/e, quindi arrivare al CDD Autismo è stato un passaggio molto intenso perché lavorare con gli adulti cambia completamente le prospettive e gli interventi educativi da attuare. “Si è sempre di corsa, per scoprire cose nuove, mettersi in gioco, scoprendo modi di pensare e agire. Alcuni giorni il lavoro è faticoso ma può contare su un’equipe navigata pronta a sostenerla e offrirle momenti di confronto quotidiano” spiega Deborah.

Mahmoud, ha cominciato la sua esperienza al centro autismo da circa sei mesi, ma lavora nei servizi di cascina da molto tempo. Inizialmente, ha incontrato diverse difficoltà, nella relazione con le persone autistiche di cui ha dovuto conoscere le abitudini; inoltre, ha dovuto inserirsi in un’equipe che lavora insieme da tempo. Il suo lavoro oggi è molto interessante e diverso da ciò che aveva sperimentato negli altri servizi di Cascina Biblioteca. Ha già costruito un buon rapporto con i ragazzi/e, che migliora giorno dopo giorno.

Queste le voci di chi tutti i giorni affianca e sostiene le persone che frequentano il Centro Diurno Disabili Ferraris Autismo con passione, cura, impegno e professionalità.

2 aprile 2024