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Cascina aiuta “Milano aiuta”

Il racconto di due signore che Chiara e Michele, educatori di Cascina Biblioteca, hanno aiutato e servito nell’emergenza.

Dall’inizio dell’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus, il Comune di Milano ha chiesto la disponibilità degli educatori di diverse cooperative di Milano per fornire assistenza domiciliare agli anziani soli.

Il comune ha, infatti, attivato un centralino per le emergenze (numero – 02.02.02) che le persone anziane o le famiglie in difficoltà possono contattare riportando i propri bisogni.

Ogni chiamata viene analizzata dagli operatori del centralino di MilanoAiuta che attivano il servizio di supporto necessario, in base all’intervento che la situazione richiede.

Cooperativa Cascina Biblioteca ha risposto prontamente alla richiesta del comune con le disponibilità degli educatori del Servizio Formazione Autonomia, Chiara e Michele, che ogni giorno forniscono assistenza domiciliare agli anziani soli o a famiglie in difficoltà economiche, facendo la spesa per loro, andando in farmacia e svolgendo altre commissioni urgenti.

Le persone che Michele e Chiara incontrano durante il loro lavoro ogni giorno sono persone, in realtà, che ancor prima di aver bisogno della spesa o dei farmaci hanno bisogno di sentire qualcuno vicino, nonostante la distanza fisica.

Per questo abbiamo deciso di raccontarvi due storie significative, raccontate dai due educatori.

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ANTONIETTA

“La signora Antonietta ha 82 anni e una voce gentile, ci contatta per avere la spesa a domicilio, mi detta per telefono la lista di ciò che le occorre e restiamo d’accordo per la consegna nel pomeriggio.

Quando arrivo da lei lascio la spesa davanti alla porta e mi allontano, rimanendo però sulle scale in modo da potermi assicurare che la signora riesca a portare dentro la spesa. Antonietta apre la porta e quando mi vede lì sulle scale si commuove e inizia a piangere, mi dice che è da gennaio che non esce di casa, soffre di bronchite cronica e appena il coronavirus ha iniziato a diffondersi il medico le ha ordinato di non uscire. Da allora le viene consegnata la spesa a domicilio e le uniche persone che vede e che sente sono gli operatori che le portano la spesa. Alcuni, come me, si fermano un attimo sulle scale, altri lasciano la spesa e vanno via. Ogni volta che riesce a scambiare due chiacchiere Antonietta si commuove perché le manca tanto parlare con qualcuno. Cerco di confortarla come posso e mi fermo ancora qualche minuto per scambiare due chiacchiere. La signora mi racconta che viene da un paesino della Val Camonica che, casualmente, anche io conosco molto bene perché è la valle dove è nato mio padre.

Mi trattengo ancora un po’ a sentire la storia di quando Antonietta era giovane e viveva in una piccola casa in montagna. Alla fine del racconto, lei è felicissima e non smette più di ringraziarmi.

La saluto un po’ dispiaciuta nel doverla lasciare, ma anche contenta di aver reso un po’ più allegro qualche minuto della sua giornata.”

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GINA

“La signora Gina ha 90 anni e una volta alla settimana chiede di andare a fare una spesa.

Un giorno si fulminano le lampadine del suo vecchio lampadario. Vado in fretta a comprarle nuove al supermercato e gliele porto.

La signora Gina non arriva al lampadario e ha paura di farsi male provandoci. Non è tra i miei compiti, ma cosa avreste fatto voi in quella situazione? Armato di guanti, mascherina e tenendomi a debita distanza, salgo su una sedia, cambio le lampadine e mi sento un cavaliere del primo medioevo, mi sento come se avessi sconfitto qualcosa di più spaventoso di un semplice lampadario. E invece era solo il buio. 

Un’altra volta Gina mi chiede di uscire e accompagnarla a fare la spesa al suo supermercato di fiducia. Non esce di casa dalla fine di febbraio, ha voglia di prendere un po’ d’aria. Direi legittimo, no?

Allora l’accompagno, lei fa la spesa e io le faccio compagnia, nel ritorno.

Mi racconta che il suo papà e il papà di Celentano erano amici, abitavano nello stesso cortile. Interessante, penso. È un bel momento: la signora Gina mi fa sentire che posso essere utile, cosa che non sentivo così chiaramente da un po’ di tempo.

Ma è stata in una delle ultime occasioni in cui sono andato a portarle una spesa che Gina mi ha fatto il regalo migliore di tutti.

In freezer ha sempre il ragù che prepara una volta al mese. Mi ha detto: “Tienilo per voi, mi sembra il minimo per ringraziarvi per quello che fate.” 

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