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Cosa si nasconde dietro un pugno

Un progetto di boxe ritmata al CDD Ferraris di Cascina Biblioteca

Da sempre sport è sinonimo di benessere: le attività sportive aumentano la consapevolezza del proprio corpo, aiutano a riconoscerne le potenzialità, migliorano le qualità fisiche, potenziano aspetti cognitivi, psichici, favoriscono il controllo delle emozioni e permettono di sviluppare competenze socio-relazionali. Per le persone con disabilità questi benefici sono ancora più forti: per il corpo, la mente, l’umore.

Il pugilato è uno sport che ha sempre generato emozioni forti e contrastanti, ma pochi conoscono la sua funzione educativa e di supporto alle persone con disabilità. A insegnare ciò è stato Bruno Saitta, il professionista che da qualche mese – ogni giovedì mattina – arriva nella palestra del CDD Ferraris e coinvolge gli ospiti del centro che partecipano a questa attività facendogli vivere, attraverso un percorso di esercizi propedeutici, il lato inaspettato di questo sport. Normalmente, non si associa la boxe alla musica, ma tra le due c’è una forte connessione. “Il ritmo nel pugilato è tutto. Qualsiasi movimento tu faccia, nasce dal cuore: o questo ha il ritmo giusto o sei nei guai.” diceva Sugar Ray Robinson, noto pugile.

Nelle prime lezioni Fengjiao, Benedetto, Samantha, Zakaria, Roberto e Cassius hanno imparato a muoversi liberi nello spazio, utilizzando anche la musica. In base al ritmo, che il maestro scandiva con un bongo, dovevano replicare un gesto tipico del pugilato. Anche chi è ipoudente è stato in grado di “sentire” il ritmo, lo ha trovato dentro di sé e espresso tramite il corpo. Così, hanno imparato la tecnica dei fondamentali quali il diritto, il gancio, il montante e la schivata. Una volta appresi questi movimenti, si è entrati nel vivo della disciplina colpendo la fitball come se fosse un avversario da battere, indietreggiando o avanzando a seconda del momento. In questa fase, i ragazzi/e hanno indossato per la prima volta i guantoni, colpito il sacco e simulato incontri tra loro senza mai affondare il colpo, in tutta sicurezza e senza farsi male. Sotto la supervisione del maestro, sono stati suddivisi a coppie in cui uno era in attacco e l’altro in difesa.

L’entusiasmo è stato tale che il gruppo si è allargato includendo anche alcune persone che frequentano il CDD Autismo. Kevin ed Enrico hanno accolto con gioia la possibilità di partecipare a questa nuova avventura e, fin da subito, si sono inseriti condividendo l’entusiasmo e le sensazioni del gruppo. Vivere l’emozione di questa disciplina è stato molto piacevole anche per gli operatori, che sono rimasti meravigliati nel vedere i partecipanti apprendere così velocemente, con passione e coraggio. Ma la cosa più intensa è stato il fair play perché durante le lezioni hanno dimostrato lealtà, correttezza e rispetto dell’avversario/a; si sono incoraggiati molto gli uni con gli altri scambiandosi il classico gesto dei boxeur: il fist bump, pugno contro pugno.

Partecipare a questa attività consente a uomini e donne del CDD Ferraris di approfondire la conoscenza del proprio corpo, delle potenzialità, ma anche dei limiti; praticare sport contribuisce a diventare autonomi e quindi anche ad aumentare l’autostima, oltre a lavorare in gruppo, gestire meglio i conflitti e imparare a vivere in un contesto sociale.

Grazie a tutti coloro che si impegnano per rendere qualunque sport accessibile e praticabile dalle persone con disabilità!

28 marzo 2024

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