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Dall’aula all’esperienza sul campo

Tirocini per futuri educatori e pedagogisti

 

Sono tanti gli studenti che accogliamo nei nostri centri diurni per periodi di tirocinio con le persone con disabilità. Tra febbraio e marzo è stata con noi Jessica, una giovane studentessa del Corso di Laurea magistrale in Scienze Pedagogiche presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, che ha svolto nei mesi scorsi un tirocinio di circa 60 ore presso Mixitè e racconta la sua esperienza.

“L’ente in cui ho svolto il tirocinio è il Centro Diurno Educativo Minori Mixitè, parte di Cascina Biblioteca, una cooperativa sociale che si occupa di inclusione sociale, servizi alla persona e inserimenti lavorativi. Mixitè accoglie minori con disabilità certificata tra i 6 e i 18 anni, e ha un modulo specifico per ragazzi/e con diagnosi di autismo” racconta Jessica.

“Ho avuto l’opportunità di osservare due funzioni di secondo livello all’interno del servizio: la fase di progettazione delle attività settimanali e la funzione organizzativa, in particolare di attuazione delle comunicazioni all’interno dell’équipe e verso la rete esterna al servizio, cioè le famiglie e gli specialisti. Mixitè mi ha permesso di vedere direttamente e concretamente come si svolge la progettazione: qui un elemento fondamentale è il contesto; infatti, le pareti del centro sono quasi totalmente decorate e arricchite di cartellini, lavori di laboratorio, foto, agende visive, frutto di progetti inerenti ai talenti di ogni individuo” continua la studentessa.

“Nella programmazione settimanale sono presenti, oltre alle attività di laboratorio anche le attività all’aperto: è di grande importanza per i ragazzi uscire, perché ciò cambia per un breve tempo lo spazio, differenzia le situazioni e per qualcuno diventa l’occasione per lavorare su diverse autonomie. Durante la mia esperienza ho notato come l’équipe educativa, oltre a organizzare le attività, è pronta ad analizzare perché quello che è stato pensato potrebbe essere stato non adeguato, non idoneo o in quel momento poco funzionale. Si cerca di riadattare quello che si era progettato inizialmente, si condividono ipotesi per comprendere” racconta la giovane tirocinante.

“La progettazione viene svolta con cura, ponendo al centro ogni aspetto totale dell’individuo, le sue caratteristiche intrinseche e il suo modo di relazionarsi con gli altri. Grazie all’attenta osservazione degli operatori si realizza una progettazione ad hoc pensata per tutti in modo diverso. Questa esperienza, non solo mi ha permesso di conoscere figure professionali competenti, ma è stata anche l’occasione per osservare il mondo dell’autismo da altri punti di vista, mi ha aiutato a comprendere meglio e a revisionare punti di vista creati in passato. Ho compreso meglio il significato e le caratteristiche che ogni persona autistica può avere e, soprattutto, ho avuto la conferma che ognuno ha proprie capacità uniche.

Inoltre, la cultura che nasce dal quartiere, forte e attiva, mi ha permesso di avere uno sguardo aperto non solo nelle mura del centro ma anche al di fuori, osservando lintrecciarsi della quotidianità dei ragazzi con quella delle altre persone che girano nel territorio intorno al centro. Anche questo permette ai ragazzi e alle ragazze autistici di acquisire autonomie soprattutto nella relazione con gli altri” conclude Jessica.

Accogliamo con piacere i racconti e le impressioni dei giovani studenti e studentesse che trascorrono periodi nella nostra cooperativa e che si mettono in gioco insieme ai nostri operatori e educatori, mettendo sempre la persona fragile al centro.

28 giugno 2022