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Disabilita’, una risorsa per il territorio

Il CDD Ferraris a servizio dei Frati minori

Se aveste un orto, cosa vi piacerebbe coltivare? Un orto permette di piantare semi, vederli crescere e dare frutti per condividerli poi con altri. Un orto ha un potere che sa rigenerare e fa bene al cuore. Ed è in quest’ottica che il CDD Ferraris, il Centro Diurno Disabili Ferraris di Cascina Biblioteca, ha da tempo scelto di coltivare nel proprio orto quella sensibilità verso l’altro che sa coinvolgere e contaminare a 360°.

Il termine coltivare trova le sue radici nel latino colere, da cui ha origine il termine cultura, per questo con la nostra presenza sul territorio, siamo diventati cultori di una logica dell’inclusione che, proprio in virtù della sua fuga dalla logica puramente assistenzialistica, è fatta di accoglienza e ascolto capaci di entrare in profondità e gettare radici grazie alla loro forza sovversiva, resistente e autentica.

Muoversi in un’ottica inclusiva, significa promuovere condizioni di vita dignitose e un sistema di relazioni soddisfacenti nei riguardi di persone che presentano difficoltà nella propria autonomia personale e sociale, in modo che possano sentirsi parte di comunità e di contesti relazionali dove poter agire, scegliere, lavorare, apportare il proprio contributo e vedere riconosciuto il proprio ruolo e la propria identità, arrivando a sentirsi e viversi, pur con le “diverse abilità”, al pari degli altri.

Per gli operatori, accompagnare chi frequenta i centri diurni in un percorso di volontariato sul territorio, significa offrirgli occasioni di vita vera e concreta, capaci di generare benessere contribuendo a dimostrare e far capire che la disabilità non è una malattia, bensì una condizione esistenziale con le sue fragilità, ma anche e soprattutto punti di forza e specialità, tutte da scoprire, valorizzare e da cui lasciarsi meravigliare.

Volontari con disabilità, un’inversione di ruolo tutt’altro che scontata, in cui le persone disabili diventano soggetti anziché destinatari di aiuto e di attenzione, capaci di autodeterminazione e senso di adultità. Il primo passo per potersi mettere in un’ottica di vero ascolto è quello di vedere anzitutto nell’altro la sua umanità e non la disabilità, capace di diventare quella “normalità” che sa sorprendere e arricchire, facendosi presenza e relazione autentica.

Il Centro Sant’Antonio dei frati minori è rappresentato e gestito da frate Luca, Rosi (guardaroba e mensa) e Nicola (centro di ascolto) ed è un luogo d’incontro, scambio, condivisione e dialogo, in grado di coinvolgere le persone (i “ragazzi”, i volontari e gli “amici poveri”, come li chiama Adriano, che già dal 2019 si adoperava come volontario con loro, anche se in un’altra mensa), attraverso esperienze che sanno creare le condizioni ideali per la costruzione di relazioni positive.

Dall’inizio del 2022, il CDD Ferraris frequenta questo meraviglioso centro, dove fin da subito si è sentito accolto e ha colto l’enorme ricchezza fatta di persone semplici e pronte ad offrire ed offrirsi all’altro. Il gruppo si è avvicinato a questo luogo con piccoli e “dolci” passi, anche rallentati dai colpi di coda del Covid-19, dedicandosi per tutto il 2022 alla preparazione, “nostrana” ed offerta di golosi biscotti, che sono stati regalati ai volontari e distribuiti agli ospiti del Centro durante la colazione del mattino, o in occasione di feste dedicate (come la Festa del Papà). Il percorso si è via via consolidato diventando una vera e propria attività di volontariato, tanto che da febbraio del 2023 si recano ogni giovedì mattina in via Maroncelli, dove ad aspettarli trovano tanti volti sorridenti, di quelli che sanno illuminarti la giornata e che loro sano ricambiare.

C’è chi si occupa della mensa e chi, invece, collabora all’interno del guardaroba, ma tutti mostrano straordinarie capacità e risorse, sentendosi bravi, utili, adulti, capaci di fare e soprattutto uguali agli altri.

Quanto piace ad Adriano riempire le caraffe al rubinetto dell’acqua e poi posizionarne una su ogni tavolo della mensa (ben 18!), compito a lui riservato e che ormai ogni suo “collega” sa che è in grado di svolgere perfettamente in autonomia e precisione! Non immaginate la gioia nel poter affiancare frate Luca o Rosi nel passare la “pistola” sulle tessere degli “amici poveri” quando entrano in mensa, gli oggetti tecnologici sono una vera passione per lui, oltre a sentirsi contento di rendersi utile unendo il dilettevole! Anche dare il proprio contributo finendo di apparecchiare i tavoli e sistemandovi le posate è un piacere per Adriano, che collabora con Luigi, Roberto o Giovanni, e tanti/ altri. Nonostante lui, essendo autistico, resti un po’ sulle sue, sta riuscendo pian piano a sorprendere per la sua meravigliosa voglia di fare e di essere, suscitando crescente curiosità, simpatie e voglia di conoscere meglio la sua straordinaria ricchezza.

Annamaria, Maytte e Fengjiao, invece, si sperimentano nel guardaroba, dove, insieme a Suor Vittoria e Marilena selezionano i vestiti donati al Centro, a volte cimentandosi anche allo sportello dove accolgono le persone con i loro doni, per poi selezionarli, dividerli in base al genere e alla stagionalità e riporli, dopo il faticoso ma gratificante lavoro, negli appositi spazi dedicati. Tra un vestito e l’altro, una chiacchiera tira l’altra: lavorare insieme, per l’altro, si rivela un piacere ancora più grande e in grado di sorprendere per la semplicità e spontaneità con cui certi legami sanno crearsi.

E se per loro essere volontari li aiuta a sentirsi parte viva e attiva del mondo, con la loro semplice presenza e volontà, contaminano e gettano quel seme capace di crescere nei cuori, restituendo un pezzetto di umanità in più. Ne sono testimonianza Maria Grazia, Marilena che, con le loro parole hanno rappresentano la magia che un incontro come questo sa offrire.

“Tempo fa Frate Luca ci ha avvisato che sarebbero venuti ad aiutarci alcuni ragazzi e ragazze speciali. Ho ricamato un grembiule con il loro nome come segno di benvenuto e i ragazzi/e sono stati molto contenti. Conoscendoli piano piano è emersa la loro gioia di fare servizio con grande responsabilità. In me è nato un senso di affetto e di protezione. Questi ragazzi/e hanno tanto da dare cono i loro sorrisi, i loro abbracci, e ti permettono di avvicinarti a loro, alcuni piano piano, alcuni in modo immediato. In fondo siamo tutti differentemente uguali, io sono grata di questa esperienza”. (Maria Grazia, volontaria)

“Ci dissero: vi mandiamo lì al reparto guardaroba tre ragazze a cui insegnerete il vostro lavoro! Abbiamo risposto: con tutto il lavoro che abbiamo, siamo due sole, come farcela? Arrivano: Maytte, Fengjiao e Annamaria. Le accompagna l’educatrice, perché lei sa parlare con loro che sono sordomute. Lo sgomento aumenta. Ma la loro voglia di vivere ci sorprende! Sordomute sì ma dialogare con loro è stato facile: gli sguardi, gli accenni, gli abbracci. Noi due siamo diventate le loro amiche: altro che insegnare loro qualcosa! È bello, quando arrivo al mattino, sapere che c’è subito chi mi viene incontro e mi abbraccia! Questo è il senso della mia giornata!” (Marilena, volontaria).

Anche Marilena ci ha raccontato cosa rappresenta per lei questa esperienza:

“Per la prima volta sono andata a vedere una parrocchia dei frati e lì ho conosciuto persone simpatiche con cui collaboro nel lavoro di sistemazione dei vestiti che ci vengono dati e che vengono poi regalati a chi ne ha bisogno. Sistemare i vestiti usati è dare la dignità al dono, perché con il nostro piccolo lavoro facciamo un gesto di attenzione verso chi li riceve. È questo che ci fa sentire utili e ci rende felici. Esserci dove c’è bisogno, questo per me è volontariato”.  (Annamaria)

Nel loro piccolo, si sentono dei vincitori, portando a casa prove emozionanti di come sia possibile abbattere le “barriere” che spesso esistono solamente nella testa, ma non nel cuore, diventando tutti insieme risorsa di un mondo migliore, più giusto e “diversamente umano”.

28 giugno 2023

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