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EGO O ECO? L’agire quotidiano con un pensiero globale

Un progetto del bando Myfuture per Cascina Biblioteca a tema sostenibilità

L’ultimo rapporto di Ecosistema Urbano di Legambiente e Ambiente Italia sulle performance “verdi” delle città che prende in considerazione le macroaree vede, aria, acqua, rifiuti, mobilità e ambiente vede Milano al 38° posto, che diventa il 100° su 107 se si considera solo il consumo idrico.

Grazie al progetto “Ego o Eco”, vincitore del Bando Myfuture che termina a fine giugno, sono state realizzate tante azioni che si riassumono in un intervento mirato nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi/e e per supportare i docenti a veicolare al meglio le tematiche legate alla sostenibilità ambientale e sostenere un’ecologia integrale, per fronteggiare le emergenze del nostro pianeta.

L’educazione ambientale deve «portare gli individui e la collettività a conoscere la complessità dell’ambiente naturale e creato dall’uomo, dovuta all’interattività dei suoi aspetti biologici, fisici, sociali, economici e culturali per acquisire le conoscenze, i valori, i comportamenti e le competenze pratiche necessarie per partecipare in modo responsabile ed efficace alla prevenzione, alla soluzione dei problemi ambientali e alla gestione della qualità dell’ambiente» (Conferenza di Tbilisi, UNESCO 1977).

Nelle metodologie didattiche classiche prevale la visione antropocentrica in cui la terra è al servizio dell’uomo; il pensiero ambientale è, invece, eco-centrico e prevede che l’uomo e l’ambiente siano in stretta connessione. Inoltre, nonostante il cambiamento climatico sia un argomento affrontato a scuola e la sensibilità della cittadinanza globale e dei giovani sia aumentata, il tema non viene trattato come un’emergenza che ha conseguenze sia nell’immediato sia per le giovani generazioni.

Il cambio di prospettiva, da Ego a Eco, deve partire dalle scuole e dai loro alunni/e; deve partire dal “piccolo”, dalle buone pratiche quotidiane in famiglia, a scuola e nel proprio quartiere, fino ad espandere il pensiero verso una dimensione più grande: questa è un’emergenza per rendere consapevoli e attive le nuove generazioni sulla salvaguardia della salute del pianeta e di tutti. Il progetto ha avuto l’obiettivo di trasformare la didattica sull’ambiente in una didattica nell’ambiente con aule fatte di soffitti di cielo e mura di alberi, senza banchi ma con erba e terra sotto i piedi.

I docenti hanno aumentato le competenze nell’organizzare e facilitare attività esperienziali per creare connessione tra materie curriculari e vita quotidiana, anche grazie a un’area attrezzata (orto o giardino della biodiversità), che verrà curata anche al termine delle attività progettuali. Gli studenti hanno sperimentato maggiore  consapevolezza della complessità di relazioni tra natura e attività umane, tra risorse ereditate da risparmiare e futuro prossimo del pianeta, favorendo azioni quotidiane per gestire meglio le risorse ambientali a rischio; inoltre, il progetto è inclusivo perché ha coinvolto anche gli alunni/e con Bisogni Educativi Speciali, attraverso la proposta di attività esperienziali e pratiche.

Tra le varie azioni previste, ci sono state:

  • la progettazione e realizzazione del Manuale Formazione e Approfondimento, al cui interno sono illustrati giochi ludici didattici da fare in classe e outdoor, esperimenti scientifici di monitoraggio ambientale, tecniche per il mantenimento dell’orto/giardino della biodiversità e come bio-monitorare il loro benessere
  • attività, laboratori ludici e creativi, realizzazione di un orto-giardino della biodiversita’ a scuola per capire come reagiscono le piante al cambiamento climatico, quali sono le specie tradizionali si adattano meglio al clima; aiuole per farfalle e insetti impollinatori, tana per ricci, muretto a secco per rettili e cassette nido per uccelli o bat-box per pipistrelli
  • un’uscita didattica esperienziale e metacognitiva in natura alla scoperta del Parco Lambro con conoscenza del fiume, dei fontanili, dei manufatti idraulici restaurati, dei mulini e dell’antica tecnica agricola tipica delle marcite
  • l’analisi con microscopi digitali tascabili delle piante del giardino della biodiversità creato con gli alunni della scuola, per scoprire il micromondo “dentro le foglie
  • una visita a Cascina Biblioteca con i mezzi pubblici dove sono state visitati i campi coltivati e il negozio per comprendere la “spesa sostenibile” e il km0
  • attività outdoor finalizzate a osservare quanta biodiversità è presente attorno a noi, come si preservano i corridoi ecologici, la fauna selvatica, le piante autoctone e alloctone, insetti, piste ciclabili

La scuola è diventata un laboratorio a cielo aperto dove sono stati approfonditi gli effetti del cambiamento climatico, dell’impatto ambientale e dei nostri consumi; il prendersi cura dell’ orto/giardino ha reso gli alunni più consapevoli dell’importanza che ogni piccolo gesto può fare la differenza per preservare la biodiversità.

Partendo dall’Agenda 2030 è stato anche affrontato il concetto di “impronta ecologica”, l’indicatore che serve a monitorare l’uso delle risorse ecologiche disponibili sul nostro pianeta da parte di individui, città e nazioni.

Ego ad Eco? Voi da che parte state?

10 giugno 2024

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