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Epidemia di LIS, la lingua dei segni

Uno strumento importante per le persone con disabilità uditiva

Il 19 maggio è stato un giorno storico per tutta la comunità sorda italiana. Finalmente, dopo anni di lotte, campagne, convegni e petizioni, la LIS è ufficialmente una lingua. La Camera dei Deputati ha, infatti, concluso l’iter di conversione in legge del “Decreto sostegni”: al suo interno c’è una norma che riconosce la Lingua Italiana dei Segni. Questo è un traguardo importante nel processo di inclusione delle persone con disabilità uditiva, che vedeva l’Italia in grave ritardo perché era l’unico paese in Europa a non aver riconosciuto la lingua dei segni nazionale.

In Cascina Biblioteca la LIS è uno strumento utilizzato da molti anni, che abbiamo imparato a conoscere ed usare sempre di più: infatti i nostri centri diurni, come il Centro Diurno Disabili Ferraris, sono piccole comunità sempre in evoluzione, nel corso degli anni cambiano i colleghi che fanno parte dell’equipe e gli ospiti di cui ci prendiamo cura e, con loro, cambia la prospettiva e i nuovi modi di lavorare e conoscersi. Ognuno è diverso ed ogni ospite è una scoperta.

Tra questi, l’arrivo di Benedetto 15 anni fa ha spinto l’equipe ad una grossa evoluzione, ad un cambio di punto di vista e all’acquisizione di nuovo sistema di comunicazione. Benedetto è affetto dalla sindrome di Wardenburg ed è arrivato giovanissimo: ha splendidi occhi eterocromatici, uno blu e l’altro verde scuro, ed una sordità profonda.

Quando era bambino Benedetto e i suoi famigliari hanno frequentato un corso LIS per poter comunicare ed è questo l’unico modo di esprimersi che Benedetto conosce, poiché non è in grado di leggere il labiale e sa scrivere e leggere solo in modo logografico. Qualche operatore dell’equipe era già formato sulla LIS al suo arrivo ma per accoglierlo al meglio, altri dovevano entrare a far parte di questo mondo privo di suoni e ricco di una gestualità strutturata.

Il CDD ha preso contatti con la scuola TARRA, da sempre punto di riferimento per la comunità dei sordi a Milano e da qui è iniziato il nostro percorso. La LIS è una lingua viva ed in continua evoluzione, così spesso tra ogni regione/comunità sorda si ha il proprio modo di segnare, tuttavia esistono dei gesti più diffusi ed utilizzati di altri, che entrano a far parte della LIS. Non bisogna pertanto stupirsi se il nostro modo di “segnare” il cavallo era diverso da quello conosciuto da Benedetto, l’importante è capirsi.

Approcciarsi alla LIS non è facile, soprattutto per una persona che sente. Come una qualsiasi lingua straniera ha una sua grammatica, una struttura ed il suo studio comporta molto impegno. Bisogna dimenticare i nostri principali canali comunicativi, la voce e la scrittura, abbandonarsi e lasciarsi trasportare dall’immagine e dalla gestualità. La LIS è un insieme di gesti, espressioni e labiale. Al CDD ad aiutarci nella comunicazione ci sono anche le immagini che sopperiscono alla mancanza di un eventuale segno/ vocabolo. Possediamo anche il dizionario dei segni che, tra tutti i libri comprati, è quello ad oggi più consultato da tutta l’equipe. Un cartello in salone illustra l’alfabeto, questo è spesso il primo approccio che molti hanno con questo modo di comunicare: partendo da qui si ha voglia di scoprire di più.

In breve tempo, Il Comune di Milano ci ha indirizzato altre persone affette da sordità come Giuseppina, che ha condiviso con noi un breve percorso ma che ci ha spronato ad approfondire la conoscenza della LIS, arricchendola anche dell’espressione facciale utilizzata nel modo giusto e di nuovi segni. Da lei abbiamo imparato tanto.

Con l’arrivo di Fengjiao, una ragazza sorda cinese, la LIS è stata una rivoluzione. Lei è arrivata da noi senza alcuna capacità di comunicare, se non un linguaggio mimico-senico ed una grandissima voglia di socializzare. L’utilizzo al CDD di un linguaggio condiviso fatto di segni le ha permesso in breve tempo di comunicare con ospiti ed operatori. Sì, anche con gli ospiti! Perché l’introduzione della LIS ha contagiato tutti come un’epidemia: molti operatori, volontari, e consulenti esterni (come i terapisti di teatro e danza) sono stati rapiti da questo modo di comunicare ed hanno cominciato ad usarlo, anche grazie al vocabolario dei segni, che ha dato un’infarinatura su questo affascinante modo di comunicare.

Tra noi operatori la usiamo spesso, anche quando siamo distanti evitando di parlarci alzando la voce o quando vogliamo comunicarci qualcosa preservandola da orecchie indiscrete. Siamo in qualche modo diventati una micro-comunità sorda, abbiamo un linguaggio tutto nostro fatto di segni ufficiali e alcuni mimico-senici condivisi, altri puramente inventati. Ad esempio come segnare in LIS il Coronavirus? Noi abbiamo trovato un modo tutto nostro, magari non ufficialmente riconosciuto, ma che tra di noi comprendiamo e utilizziamo bene!

La LIS unita alla CAA (comunicazione aumentativa e alternativa) ha permesso a molte delle persone che frequentano il CDD e che non erano in grado di comunicare verbalmente, di entrare in contatto fra loro e con noi con estrema facilità. Tra questi Xiannan e Nina, uno facente parte delle comunità cinese e non verbale, l’altra sorda con conoscenza della LIS.

Certo, utilizzare la LIS non è semplice, spesso si cade in fraintendimenti ed incomprensioni, perché è importante che espressione e gesti dicano la stessa cosa e per noi udenti questo non è scontato. L’espressività è importante quasi quanto quello che si segna e l’utilizzo delle mascherine in questo periodo non facilita le cose. Inoltre, provate a mettervi per un attimo nei panni di un sordo… noi quando siamo esasperati, frustrati, spesso alziamo la voce ed in qualche modo ci sfoghiamo. Chi non sente non ha questo strumento e quando è frustrat0, esasperato o non riesce a comunicare il suo disagio, mette in atto atteggiamenti considerati esagerati dagli udenti. L’espressività è molto accentuata, così come i loro segni e spesso la loro rabbia si tramuta in azione come un pugno sul tavolo o il battere i piedi. Per questo la LIS ci costringere a prendere sempre più consapevolezza di noi e della nostra espressività e ad evolverci continuamente cambiando prospettiva.

Il linguaggio LIS ormai fa parte del CDD Ferraris tanto da diventare una delle nostre molteplici caratteristiche, ci distingue e contraddistingue, ci ha incantato, incuriosito e spinto a superare i nostri limiti da “udenti” per aiutare coloro che sono privi di udito a superare i loro.  Ci ha aperto nuove strade e condotto in posti nuovi che non pensavamo di esplorare.

Ci ha costretto a qualcosa di innaturale e insegnato qualcosa di importante come a spegnere la voce, ascoltare con gli occhi, parlare con le mani senza mai escludere il cuore.

Gli Operatori del CDD Ferraris

9 giugno 2021

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