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Essere educatore ed educatrice: un lavoro di valore

La nuova educatrice di Mixitè si racconta

Per l’equipe del Centro Educativo Diurno Minori Mixitè il 2022 è iniziato con una bella notizia: la maternità di una educatrice del centro, che ha portato alla necessità della sua sostituzione con una giovane ragazza, Vanessa, che inizia in Cascina Biblioteca la sua esperienza professionale. I primi giorni, si sa, sono impegnativi ma ricchi di emozioni e di esperienze formative.

“Mi chiamo Vanessa e sono un’educatrice abruzzese di 24 anni. Il mio percorso di studio è iniziato con la laurea in filosofia e Scienze dell’educazione per concludersi con la laurea in Scienze pedagogiche della disabilità e della marginalità a Macerata.

Sono venuta a conoscenza di Cascina Biblioteca grazie ai canali social che mi hanno permesso di scoprire le bellissime attività e i progetti educativi realizzati per le persone fragili. Per tale motivo, ho scelto di trasferirmi a Milano per lavorare in cooperativa, presso il Centro Educativo Diurno Minori Mixitè, perché è una realtà che rappresenta i miei più sacri valori, come quello di preservare la diversità e apprezzare l’unicità e l’inclusione sociale.

Finora avevo analizzato e studiato la disabilità soltanto a livello teorico e mai a livello pratico: entrare in Mixitè per me è stato non solo importante e formativo, ma anche coinvolgente ed emozionante perché ho capito quanto può arricchirti la diversità. Durante la prima settimana ho imparato tanto, più di quanto mi aspettassi, soprattutto ho capito quanto sia variegato lo spettro autistico e quanto sia importante il ruolo dell’educatore/trice nella relazione con il bambino\a. Ho cercato di osservare tanto, in particolare gli effetti di una comunicazione non verbale, di un suono troppo forte o di un pezzo di carta fuori posto e ho cercato di capire quali sono le strategie che i miei colleghi/e utilizzano con ogni bambino, in maniera diversa.

Fin dall’inizio mi sono trovata molto bene con i colleghi educatori, mi hanno accolta come se fossi già parte di una grande famiglia e ogni giorno mi insegnano, con discrezione e professionalità, i “segreti” del mestiere. A fine giornata, nonostante la stanchezza, sono felice perché ho imparato sempre qualcosa: credo che con i ragazzi autistici sia così, non sei mai tu ad insegnare. Sono bambini speciali e non perché abbiano una disabilità ma perché hanno un’unicità capace di travolgerti e farti sorridere”.

26 gennaio 2022

A CHI SI RIVOLGE?

Il lavoro come espressione di vita per Cascina Bibilioteca

UN LAVORO DI VALORE

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