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Fare la spesa al centro Ferraris Autismo

Un passo importante per l’autonomia delle persone con autismo

Ogni lunedì mattina un gruppo di cinque ragazzi al CDD Autismo si prepara per la spesa. Esatto, la spesa. Perché un’attività che tutti facciamo quasi in automatico si trasforma, per i ragazzi che frequentano il centro, in una vera e propria “palestra di vita”. In realtà, a un primo sguardo, non si fa nulla di diverso rispetto alle azioni che si compiono in una classica spesa: i ragazzi stendono una lista dei prodotti da acquistare, vanno al supermercato, comprano ciò che c’è sulla lista, lo passano in cassa e poi lo ripongono nei sacchetti della spesa. Cosa c’è di particolare? Nulla. Ma si sa che la differenza si nota nei minimi gesti e nelle piccole cose, quindi, partiamo dall’inizio.

Al centro ogni ragazzo prepara la propria lista della spesa. Alcune liste vengono preparate con delle scritte dei prodotti da acquistare, altre invece sono costruite con immagini dei prodotti, a seconda delle esigenze di ognuno. Le immagini delle liste sono fotografie fedelissime al prodotto che verrà poi ritrovato sugli scaffali, con tanto di marca e colore corrispondente: ogni dettaglio è importante! Ad alcuni ragazzi basta una marca o un confezionamento differente da quello rappresentato sulla lista per far sì che sia un prodotto diverso. D’altro canto, non proviamo anche noi un certo shock quando vengono cambiate immagini o colori delle confezioni dei nostri prodotti preferiti? Restano quelli ma, caspita, c’è qualcosa che non torna. Per una persona autistica ogni dettaglio è doppiamente importante per far sì che “quella cosa” sia proprio “quella” e non un’altra.

I prodotti ad immagini o scritti sono plastificati e velcrati, attaccati su un foglio a sua volta plastificato che sarà la lista della spesa. Perché mai c’è bisogno di tutta questa cura? Io stessa scrivo la lista della spesa su fogli stropicciati e pure bruttini e mentalmente rimuovo ogni prodotto dopo averlo messo nel carrello. Per una persona autistica non è così semplice rimuovere “mentalmente” un prodotto dalla lista, c’è bisogno di concretezza e di percepire che a quelle patatine che ho preso e messo nel carrello non ci devo più pensare. Ecco perché ciascun prodotto dopo essere stato materialmente preso dallo scaffale e riposto nel carrello, viene anche visivamente rimosso dalla lista ed inserito in una bustina raffigurante la foto del carrello. Inoltre, pensiamo anche a quanta ansia ci mettono le lunghe liste della spesa, che a volte appaiono quasi infinite: quanto tempo impiegherò in questo dannato supermercato per acquistare tutta questa roba?! Ebbene, grazie al supporto visivo quest’ansia diviene per i ragazzi più tollerabile: i prodotti hanno tutti la loro casella, sono quelli rappresentati e solo quelli, man mano che li staccano e li mettono nel carrello sanno senza dubbio di averli acquistati e pian piano la lista si riduce, scandendo il tempo dell’attività.

La lista della spesa ha una doppia valenza, quella di ridurre l’ansia ma anche di dare un limite agli acquisti consentiti; c’è infatti chi acquisterebbe mezzo supermercato e questo evidentemente non sarebbe né materialmente né economicamente possibile!

Questo vuol dire che i nostri giovani shoppers non possono scegliere cosa acquistare? Assolutamente no! Al momento della stesura della lista, oltre agli alimenti da comperare decisi dagli operatori, ogni ragazzo può scegliere uno o due prodotti a lui graditi da inserire nella lista. Ciò consente di mantenere alta la motivazione alla partecipazione all’attività. Fare la spesa si sa, non è sempre piacevole e a volte può essere impegnativo girare per le corsie alla ricerca dei prodotti, tollerare il rumore, la luce accecante e il pavimento riflettente; avere degli articoli scelti e desiderati da comperare rende sicuramente l’attività più piacevole! Anche la propria borsa della spesa è importante, occorre averne cura, non dimenticarla al semaforo oppure in qualche corsia del supermercato: in tal caso, addio amato yogurt alla stracciatella! La cura della borsa e di quanto vi è contenuto è responsabilità di ogni ragazzo e non dell’operatore.

Durante il tragitto verso il supermercato, oltre al portare borse, si ripassano anche le regole di comportamento con l’operatore: non aprire i prodotti durante la spesa, non spingere le anziane signore più lente ma chiedere permesso, non cambiare il prodotto scelto dopo averlo pagato alla cassa, non mangiare i prodotti che si trovano sugli scaffali anche se aperti, avere pazienza e aspettare il proprio turno alla cassa, mantenere un tono di voce accettabile e, ultimo ma non meno importante di questi tempi, la mascherina non va tenuta come cappello, appesa all’orecchio o sotto al naso ma deve coprire naso e bocca!

E’ importante che il supermercato sia sempre lo stesso: i prodotti sono sempre nelle stesse corsie, la cassa 3 dove devono aspettare i compagni è sempre nella solita posizione, di solito si trova sempre la solita cassiera coi capelli rossi e sorridente (è un po’ difficile vederle il sorriso ultimamente, però resta comunque simpatica). Quando si va a fare una vacanza e ci ritroviamo dispersi in un supermercato grande e sconosciuto è abbastanza irritante, no? Per una persona autistica anche un solo prodotto in un posto sbagliato può diventare fonte di nervosismo, quindi, per una spesa serena è bene che tutto sia in ordine, prevedibile, riconoscibile. In questo modo è tutto sotto controllo: ogni ragazzo può in completa autonomia camminare tra le corsie e prendere i prodotti di cui ha bisogno dove sa di poterli trovare.

Inizialmente, per i neofiti della spesa, l’operatore supervisiona l’attività, aiuta ad orientarsi nelle corsie e indica dove sono collocati i prodotti da acquistare: pian piano il ragazzo acquisirà una mappa cognitiva del supermercato e l’operatore diventerà solo un’ombra che ricomparirà solo alla cassa, per pagare i prodotti del centro. Qui, dopo l’operatore seguono i ragazzi: ognuno paga i propri prodotti personali, chi con le monete, chi con la carta prepagata e ripone i propri prodotti nel sacchetto. A volte, proprio in questo momento, c’è un po’ di concitazione: il compagno davanti a me è troppo lento a sgomberare il nastro e io devo mettere i miei acquisti nel sacchetto, un altro invece lancia le uova nel sacchetto schiacciandole con la passata di pomodoro riposta non troppo elegantemente, c’è chi ha dei ripensamenti su quelle caramelle alla liquirizia che hanno appena attraversato la cassa, o ancora chi vorrebbe uscire dall’Esselunga e non ha proprio voglia di aspettare i compagni, qualcuno invece si attarda a conversare con la cassiera. In questo momento è fondamentale la presenza dell’operatore che orchestra tutti questi diversi ritmi!

Le porte scorrevoli si aprono. La spesa è fatta!

17 agosto 2021

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