0221591143

Giornata internazionale delle persone con disabilita’ 2023

Sensibilizzare e sostenere i diritti dei più fragili

La Giornata internazionale delle persone con disabilità, che ricorre il 3 dicembre di ogni anno, è stata istituita nel 1981 dall’ONU e ha l’obiettivo di promuovere i valori della diversità e dell’inclusione, favorendo l’impegno verso il superamento di barriere fisiche, psicologiche e culturali. La sensibilizzazione su queste tematiche permette anche di aumentare la consapevolezza delle difficoltà e dei problemi che incontrano quotidianamente le famiglie con persone con disabilità e delle azioni necessarie per garantire loro dignità e benessere.

La giornata stimola un confronto pubblico sul tema del diritto universale alla concreta partecipazione di ogni individuo alla sfera politica, sociale, culturale ed economica della società e sulla necessità di uno sforzo comune per abbattere gli ostacoli che riducono il rispetto dei diritti imprescindibili della persona. Nel 2006 è nata anche la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, un trattato internazionale che vuole combattere le discriminazioni verso le persone con disabilità e tutelare i loro diritti, come quello delle pari opportunità. Sembra banale, ma non lo è: assicurare che le persone disabili possano godere di tutti i diritti riconosciuti agli altri cittadini non è scontato.

Anche nell’agenda 2030 viene menzionata più volte la disabilità con riferimento ai diversi obiettivi di sviluppo sostenibile, ma l’ONU lo scorso anno per la prima volta ha analizzato lo stato dell’arte rispetto ai 17 SDGs delle persone con disabilità: maggiore povertà, minore accesso alle cure mediche, all’istruzione e alle opportunità lavorative (50% in meno), inaccessibilità dei trasporti pubblici, maggiore rischio di violenza. Inoltre, le donne hanno – rispetto agli uomini – tre volte in più bisogni sanitari insoddisfatti e bassa istruzione.

Qual è la situazione in Italia? Nel nostro paese ci sono circa 13 milioni di persone con disabilità (dati dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane), quindi circa il 22% della popolazione, più di un italiano su 5, tra cui circa 3 milioni sono gravemente disabili. Infine, tra questi ultimi quasi 1 milione e 500 mila sono over 75, persone a cui si aggiungono le difficoltà e i problemi tipici della vecchiaia.

Spesso queste persone vivono da sole e i servizi e le risorse economiche a loro dedicati sono scarsi (il 32% di loro è a rischio povertà). Le persone disabili in Italia sono assistite spesso da famiglie in difficoltà, con caregiver, parenti che si prendono cura di loro, portando avanti anche le loro attività lavorative quotidiane, con scarso supporto – il più delle volte – delle istituzioni. Rispetto a coloro che vivono in altri paesi dell’Unione Europea, in Italia i disabili hanno molte più difficoltà nel trovare lavoro, nell’essere autonomi, nell’accedere all’istruzione, ai servizi sanitari, così come ai trasporti o alla tecnologia.

Per favorire l’adozione di modalità simili nei diversi paesi dell’UE e contrastare la discriminazione, la Commissione europea a marzo 2021 ha adottato la “Strategia europea sulla disabilità 2021-2030″, che si basa sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità firmata dai paesi membri dell’UE e tiene conto dell’esperienza del Piano d’azione sulla disabilità 2004-2010 e della Strategia europea sulla disabilità 2010-2020. Purtroppo, tale Convenzione ONU in Italia è ancora largamente inattuata, e si chiede urgentemente, essendo legalmente vincolante dal 2009, di completarne l’attuazione, per la sicurezza delle persone disabili in questa fase di turbolenza politica e geo-politica globale.

Certamente nel corso degli ultimi decenni ci sono stati tante piccole conquiste: grazie alla base teorica del Modello Sociale della Disabilità, nato negli anni ’80, l’approccio è cambiato per diventare non più un fattore solo individuale, ma la somma di tante variabili: i limiti fisici o sensoriali e/o cognitivi, accanto all’ambiente – più o meno inclusivo – in cui la persona vive. In Italia, questa nuova definizione di disabilità è stata introdotta nella classificazione ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health) dell’OMS, approvata nel 2001. Dove il concetto di disabilità si amplia, includendo tutti le limitazioni dell’attività e le restrizioni alla partecipazione che fanno parte del contesto in cui vive. Nella Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006 (ratificata dall’Italia nel 2009) si afferma che: “Le persone con disabilità includono sia quelli che hanno minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine, che quelli che hanno interazioni con varie barriere che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione nella società”.

Tra gli interventi recenti, proprio la scorsa settimana, l’INPS ha annunciato che è pronto il Portale della disabilità che raccoglie i servizi INPS per i disabili finanziato con i Fondi del PNRR. È una prima versione che sarà a breve completata con tutti i servizi. Per l’accesso è necessario utilizzare la propria identità digitale: SPID di livello 2 o superiore, Carta d’Identità Elettronica 3.0 (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Cascina Biblioteca si prende cura di più di 500 persone con disabilità, tra minori e adulti che frequentano i centri diurni, coloro che abitano nelle case protette, le persone assistite a domicilio e le persone fragili che lavorano grazie agli inserimenti lavorativi. Per questo la cooperativa si occupa quotidianamente di percorsi di cura, di crescita delle autonomie e di trasformazione dei limiti in risorse, di percorsi formativi e di sensibilizzazione necessari per aumentare la consapevolezza su ciò che si può fare per aumentare l’inclusione e il benessere delle persone con disabilità.

1 dicembre 2023

Fonti:

ARTICOLI CORRELATI