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Housing Rizzoli: un ricco mix abitativo

Vite, esperienze e progetti si incontrano in via Rizzoli 47

A settembre del 2020, nonostante le grandi difficoltà dovute alla pandemia, è nato l’Housing di via Rizzoli, 47. Un progetto abitativo dell’area Abitare di Cascina Biblioteca, con un doppio valore perché avviato all’interno del grande housing di Urbana New Living.

Un edificio moderno, che ospita decine di alloggi in classe A, a due passi dalla metropolitana, ma soprattutto un progetto che attua un modello sperimentale di gestione attraverso la nomina di un “Gestore Sociale”, che ha il compito di curare sia alcuni aspetti di gestione amministrativa, sia quello di accompagnare la comunità.

Negli spazi al piano terra ci sono servizi commerciali e per il quartiere, con l’obiettivo di favorire la nascita di relazioni e coesione sociale nel territorio. Accanto a questi, sono presenti un giardino, nel quale sono stati piantumati nuovi alberi, e un’area gioco. Inoltre, c’è uno Spazio WeMi dedicato al Welfare sociale milanese, un luogo di ascolto e orientamento per i cittadini, gestito dalle assistenti sociali di Cascina Biblioteca. Recentemente ha aperto anche il “Ciclocaffè”, una realtà che offre un servizio bar e caffetteria ma è anche un’officina per cicli e diventa anche un luogo di incontro e scambio.

Ma chi sono gli abitanti dell’housing di via Rizzoli di Cascina Biblioteca?

Quattro migranti richiedenti asilo e permesso di soggiorno, grazie al progetto Ad Personam, finanziato dalla Chiesa Valdese, vivono in due degli appartamenti; uno è destinato a neomaggiorenni careleavers in prosieguo amministrativo, che escono principalmente da percorsi comunitari. In un’altra casa c’è una ragazza molto giovane che ha bisogno di un supporto alla vita indipendente. In una delle abitazioni è stato avviato un percorso, giunto ormai al termine, con una donna vittima di violenza.

In uno degli appartamenti abitano due persone preziose per l’housing, una coppia di giovani, di cui uno era volontario in Cascina Biblioteca, giunti qui per un bisogno abitativo: oggi sono volontari e supportano gli altri abitanti nelle pratiche di buon vicinato, come ad esempio fare la spesa per chi non può, oppure in alcuni aspetti sanitari (la donna è un’infermiera).

Ci sono poi marito e moglie con disabilità che vivono in uno degli appartamenti e lui è anche uno storico lavoratore dell’area di manutenzione del verde della cooperativa. Un altro uomo con disabilità, che seguiamo da molti anni, vive in una casa con un’assistenza sulle 24 ore.

Il “Progetto Invisibili” ospita quattro adulti con disabilità, sottoposti all’autorità giudiziaria in alcune carceri milanesi. Persone con importanti problematiche sanitarie, ma anche grosse autonomie, per le quali viene favorito l’accesso alle misure alternative e ai percorsi di reinserimento sociale al termine della pena.

Soprattutto durante la fase iniziale, nel pieno della pandemia, le interazioni tra gli inquilini sono state difficili; tra gli ostacoli principali alla vita in comunità, ci sono state le differenze culturali che, con il tempo però, si sono trasformate in punti di forza, in legami positivi. C’è chi arriva dal continente africano, chi dal Sud America e ognuno porta con sé il proprio patrimonio culturale, abitudini, credenze religiose, una visione diversa del rapporto tra uomo e donna. I bisogni e le esigenze erano diversi ma questa difficoltà è stata, allo stesso tempo, un valore perché la convivenza tra persone variegate in termini di difficoltà vissute, credenze e provenienza rende questo mix abitativo unico e ricco di stimoli, un confronto continuo tra persone con percorsi di vita differenti. Gli educatori/trici e la coordinatrice hanno investito molto tempo per creare rapporti di “buon vicinato” e favorire le connessioni tra gli abitanti. Durante i periodi di quarantena, per esempio, tutti gli abitanti si sono supportati tra loro e hanno aiutato chi non poteva uscire.

Ci sono stati molti momenti di condivisione informali, per permettere agli abitanti di sentirsi a proprio agio: una pizza mangiata insieme, una partita a carte, uno spettacolo teatrale, un laboratorio di creazione di oggetti per le case fatti di creta, il cinema all’aperto, la tombolata a Natale – un pomeriggio davvero piacevole in cui tutti gli abitanti hanno avuto un regalo. Inoltre, le persone sono state stimolate a partecipare ai mercatini e agli eventi organizzati da Urbana New Living e da Cascina Biblioteca nello spazio di WeMi Rizzoli.

Alcuni abitanti sono stati meteore, altri invece sono rimasti ma ciò che conta davvero è che tutti coloro che sono passati dall’housing di via Rizzoli, sono i benvenuti e vengono sempre coinvolti in qualunque iniziativa, anche dopo aver cambiato abitazione. Le case cambiano ma le relazioni restano e questo è uno degli obiettivi più importanti del progetto, insieme a quello di trovare continuamente nuovi equilibri in un contesto abitativo in continuo mutamento.

5 aprile 2023

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