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Housing sociale Rizzoli: un’esperienza di vita condivisa

Una coppia dell’housing si racconta

 

Sono tanti oggi coloro che abitano negli appartamenti dell’housing sociale Rizzoli. Tra loro, Alessandro e Valeria sono una coppia che è entrata in una delle case a marzo 2021. Il loro bisogno era proprio quello di avere un’abitazione per superare un momento difficile di ricerca di una casa da parte di Alessandro. Inoltre, questa è diventata anche l’occasione per andare a vivere insieme alla sua fidanzata Valeria, ma soprattutto per vivere all’interno di una comunità di persone, in una rete di housing dove mettersi a disposizione degli altri, per uno scambio reciproco e per essere un supporto alle persone con fragilità.

Abbiamo fatto due chiacchiere con loro e gli abbiamo chiesto di raccontarci l’esperienza che stanno vivendo.

  • Ciao Alessandro e Valeria, ci raccontate qualcosa di voi?

Alessandro: “Ho 35 anni, lavoro in un’agenzia di mobilità ambiente e territorio. Ho una formazione da videomaker e faccio anche videoclip musicali”.

Valeria: “Ho 31 anni, sono un’infermiera e mi occupo di sicurezza clinica in ospedale. Ho sempre vissuto fuori Milano e questa è la prima volta che abito in città. Mi spaventava l’idea di una città così grande e dispersiva, quindi ho accettato volentieri l’opportunità che ci è stata offerta”.

  • Come avete conosciuto Cascina Biblioteca?

Alessandro: ”Da ragazzo facevo parte degli scout e ho conosciuto Luca Rivabene, un responsabile di Area della cooperativa. L’ultimo anno da scout, abbiamo avuto la possibilità di andare in Cascina Biblioteca come volontari e io, che mi muovevo in scooter, ho accettato perché riuscivo a raggiungere facilmente la cascina. Così sono diventato volontario nel tempo libero nel weekend e lo sono stato per più di 10 anni.”

Valeria: “Conosco Cascina Biblioteca da 2 anni, da quando sono fidanzata con Alessandro”.

  • Come vi trovate a vivere in questo contesto di housing?

Alessandro: “Ci troviamo bene. Ci aiuta molto il fattore età, perché siamo giovani come gli altri inquilini, ma anche il fatto che chi ha accettato di venire qui, è disposto a relazionarsi volentieri con gli altri. E’ decisamente diverso dal tipico condominio milanese”.

Valeria: “Mi trovo davvero molto bene, sia a me che ad Alessandro piaceva l’idea di avere un contesto in cui poter condividere qualcosa in più di un pianerottolo. Magari anche qualche progetto sociale e qui abbiamo l’opportunità di farlo”.

  • Quali sono i benefici più grandi che avete avuto?

Alessandro: “Quello di avere l’opportunità di conoscere gente nuova per avere nuovi stimoli e metterci in discussione. In effetti è proprio così, le relazioni che si creano in questo contesto, in un condominio normale, non ci sono.

Valeria: “Il beneficio più grande è la possibilità di stare insieme a persone che entrano nella tua vita ogni giorno un pochino di più. Puoi dare una mano a qualcuno facendo un piccolo sforzo, che può essere davvero prezioso per chi ha una vita difficile.

  • Quali sono, invece, le difficoltà quotidiane?

Valeria: “Non ne abbiamo ancora avute, anche perché è stato posto il massimo rispetto e la massima tutela del nostro spazio e dei nostri impegni quando siamo entrati nel progetto. Certamente la pandemia è stata una difficoltà perché ha frenato tutti i processi e la possibilità di conoscerci”.

  • Che relazione è nata con gli operatori della cooperativa e che tipo di supporto riuscite a dargli?

Valeria: “Il rapporto con gli operatori è molto positivo: noi siamo di supporto in questioni di vita quotidiana, come accompagnare chi ha bisogno ad una visita, dare indicazioni per questioni burocratiche, accompagnare i ragazzi migranti in posta e aiutarli con la lingua italiana. Posso dare anche un supporto da un punto di vista sanitario quando qualcuno non sta bene e posso anche fare un prelievo, visto che sono un’infermiera”.

  • Che impatto ha avuto la pandemia sulla vita insieme agli altri inquilini?

Valeria: “Questa è stata la difficoltà più grande perché ha rallentato e reso difficile la possibilità di avere momenti di condivisione, scambi, organizzare attività insieme per creare una connessione tra gli inquilini. Non abbiamo potuto vederci spesso ma abbiamo cercato di farlo all’aperto. Gli operatori e la coordinatrice sono attenti e scrupolosi rispetto alle norme di sicurezza, hanno tanta attenzione e un’ottima gestione”.

  • Che progetti avete per il vostro futuro?

Alessandro: “Poter partecipare ancora di più alla vita dell’housing e poter dare ancora maggiore supporto, intensificando e rinforzando i rapporti con gli altri inquilini”.

  • Se doveste riassumere Cascina Biblioteca usando un paio di parole … 

Valeria: supporto, condivisione, casa.

Alessandro: casa, inclusione.

 

4 gennaio 2022

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