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Il Progetto “Natureing” del Cse Campus

Jean-Jacques Rousseau scrisse: “C’è un libro sempre aperto per tutti gli occhi: la natura.”

Era l’estate del 2019 quando educatori e ospiti del Cse Campus di Cascina Biblioteca facevano un’uscita in Val di Mello per macinare chilometri e pensare a nuovi progetti.

Natureing è uno di questi! Con l’obiettivo di mettere in pratica un’attività che permettesse alle persone fragili di vivere esperienze in natura e trarne benefici, Andrea e Daniele, educatori del centro socio-educativo di Cascina Biblioteca, hanno ragionato e progettato un’attività con obiettivi di educazione e benessere.

Non si tratta di organizzare uscite, gite o vacanze: l’idea è più ampia e ha una continuità che mira a cambiamenti e prospettive a lungo termine.

I due educatori hanno setacciato luoghi e studiato e creato mappe valutando i diversi livelli di impegno che gli ospiti del centro potessero sopportare.

Sono state così individuate tre proposte: visite in luoghi naturalistici raggiungibili con mezzi di trasporto e accessibili a tutti, camminate in luoghi naturalistici su brevi distanze e poco impegnative, trekking e hiking non tecnici e con dislivelli minimi.

Le attività, svolte una tantum e non in modo calendarizzato, vengono decise dai responsabili, che organizzano così il gruppo sulla base della difficoltà prevista e della scelta degli ospiti di partecipare o meno. Dopo ogni esperienza viene, poi, valutato l’esito della stessa, prendendo in esame la fatica percepita da ognuno, la concentrazione avuta, l’ansia da prestazione che può esserci stata e il piacere di aver preso parte all’attività.

In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, il progetto Natureing è stato sicuramente una grande conquista per il centro. Dare la possibilità a persone fragili di avvicinarsi alla natura con una consapevolezza educativa e sportiva, ampliare la conoscenza del territorio che li circonda, imparare a conoscere le proprie possibilità non solo allenandosi, ma praticando nel contesto naturalistico in cui l’esperienza è prevista sono stati gli obiettivi principali che hanno mosso educatori e coordinatrice nella creazione del progetto.

Un anno come questo, tra limiti e rinunce, è stato in qualche modo “salvato” dal progetto Natureing. Uscire, respirare, riprendere in mano le relazioni con il mondo esterno e con i propri amici grazie a questa attività è stato più che utili: è stato prezioso.

E non sarebbe stato possibile senza la fiducia e il supporto delle famiglie.

“Siamo andati alle cascate del Cenghen. Un sentiero che normalmente faccio in un’ora, lo abbiamo percorso in tre ore”, racconta Andrea Calvi, uno dei due educatori inventori, “ma essere riusciti a farlo insieme e tutti è stata un’occasione che non sarebbe mai capitato di vivere a nessuno di noi. Prima del Covid avevamo il sogno di arrivare con la carrozzina del nostro Matteo in un rifugio al passo San Marco, a circa 2000 metri di altitudine. Non siamo ancora riusciti a realizzarlo, ma ce la faremo.”

E insieme sono arrivati ai laghi di Annone, di Oggiono, di Segrino, di Pusiano, di Garlate e Alserio. Finché, quasi settimanalmente, non hanno deciso di esplorare l’Adda, in mattinata, per camminare, avvicinarsi all’acqua e scoprire anche le zone più vicine alla città.

Andrea è socio di un club di pratica di canoa e kayak sull’Adda e conosce bene rischi e pericoli possibili da scongiurare.

Hanno praticato attività quali trekking, canoa, sup (stand up paddle), ma anche attività di educazione ecologica, quali pulizia e raccolta rifiuti delle aree verdi circostanti fiumi e laghi.

Tutte le proposte sono state adattate agli ospiti: ad esempio, le canoe utilizzate in fiume erano canoe da mare, più facili da usare perché non si ribaltano e sono state mosse in acque basse e piatte. Tutti erano accompagnati da uno dei due educatori. Solo due ospiti hanno utilizzato le canoe o o lo stand up paddle da soli: Antonio e Fabio. Che soddisfazione per loro averlo fatto per conto proprio!

“Fabio addirittura ora si arrabbia se piove quando dobbiamo uscire perché siamo costretti a rimandare l’attività!”, racconta sempre Andrea.

“Ma che soddisfazione ci ha dato anche Manuela, un’altra ospite del centro, che di solito non esce volentieri da Cascina né per andare a camminare e né tantomeno per andare in piscina, per la fatica di doversi cambiare, lo stress di stare in mezzo alla gente… Invece Manuela, in fiume, poco alla volta, ha cominciato a venire con piacere, visto il clima rilassante e l’assenza di pretese,  e si diverte.

Nel nostro lavoro sperimentiamo diverse proposte per capire qualità e punti di forza dei ragazzi ospiti e valorizzarle. Ma anche noi educatori abbiamo delle passioni e delle abilità che sfruttiamo al meglio: la nostra collega Chiara, ad esempio, è bravissima nel canto e nelle attività legate alla musica. Io e Daniele nello sport, ma anche la natura è una nostra grande passione. Così abbiamo scelto di sfruttarne le potenzialità al meglio e destinare i benefici che noi ricaviamo da lei anche alle persone di cui ci prendiamo cura”.

Complimenti per la dedizione ai due educatori inventori!”

30 luglio 2021

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