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Il supporto alle famiglie fragili grazie all’assistenza domiciliare

Persone con disabilità, anziani o minori chiedono il sostegno di operatori sanitari e educatori che si recano direttamente a casa loro una o più volte a settimana.

Questa è la storia di Cinzia, una mamma che ha chiesto l’intervento degli educatori domiciliari per avere un supporto importante e soddisfare i bisogni di sua figlia C., una bambina di 9 anni con una grave disabilità. Cinzia ci racconta con tanta grinta le difficoltà che ha vissuto e come la presenza degli educatori domiciliari di Cascina Biblioteca le permetta di confrontarsi e di affrontare la vita di ogni giorno.

  1. Buongiorno C., ci racconti qualcosa di te?

Sono una mamma molto brava e coraggiosa perché ho avuto una bambina gravemente prematura. C. ha 9 anni e quando è nata aveva il sondino gastrico e il saturimetro. Io avevo una paura terribile ma nonostante questo, ho cercato di essere forte perché non volevo rischiare che mi togliessero mia figlia. Ho chiuso gli occhi e sono andata avanti. Ho lottato per tutto questo tempo con la mia bambina e continuerò a lottare.

Nella nostra famiglia è arrivata da poco un’altra bambina, che ora ha 5 mesi e sono tanto felice perché è una bambina sana. Oggi sono una mamma molto contenta e sono sempre presente per le mie due figlie.

  1. Come hai conosciuto Cascina Biblioteca?

L’ho conosciuta tramite un’assistente sociale del Comune di Milano.

  1. Qual era il bisogno più importante che avevi la necessità di soddisfare?

Avevo la necessità di essere un po’ più libera e di sentirmi tutelata da altre persone intorno a me. Avevo bisogno di una mano per gestire mia figlia, mi sentivo soffocata e questi interventi mi hanno dato la possibilità di prendere un po’ di fiato e mi hanno permesso di soddisfare molti dei suoi bisogni.

  1. Qual è il beneficio più grande che hai avuto grazie alla presenza degli operatori della nostra cooperativa?

Aver conosciuto la Dott.ssa Giulia Conti, perché mi è stata molto vicina ogni volta in cui chiedevo qualcosa. E’ sempre presente sia come amica che come assistente sociale. Quando ho avuto bisogno di sfogarmi, lei mi ha ascoltato. Sono molto felice e grata per quello che lei fa e farà sempre per me.

  1. Cosa significa aprire la propria casa agli operatori?

Significa tanto: capisci che non sei sola e che nonostante quello che ti sia capitato, ci sono tante persone buone che ti possono aiutare. Apro la porta di casa mia perché so di essere al sicuro, in buone mani. Sono passati di qui diversi operatori domiciliari come Celeste o Alice in passato e oggi abbiamo Laura il lunedì e Daniela il venerdì.

6. Che tipo di rapporto si crea con l’operatore domiciliare?

E’ un rapporto a tu per tu. Parliamo tanto, ci raccontiamo emozioni e bisogni, si crea un rapporto di fiducia.

  1. Quali sono le difficoltà maggiori?

Nessuna fino ad ora. Un periodo molto difficile della mia vita è stato quello in cui ero in gravidanza e aspettavo la mia seconda figlia. Avevo paura che anche lei nascesse prematura. Ho pianto per tanto tempo, ma tutto è andato bene. Oggi vedo C. come un’eroina. Nonostante le difficoltà, è lei che dà senso a tante cose, va avanti nonostante gli ostacoli.

  1. Come sono cambiati i vostri bisogni a seguito della pandemia?

La pandemia ha generato una grossa difficoltà perché mia figlia riesce a dire poche parole e spesso capisce gli altri osservando i movimenti delle labbra. Con l’arrivo delle mascherine lei non riusciva più a capire nesusno. Rifiutava l’aiuto degli operatori con cui si era sempre trovata bene, era di cattivo umore e non voleva più andare a scuola. Abbiamo capito che il problema era questo e abbiamo deciso di far usare agli educatori e alle insegnanti delle visiere, così le cose sono andate meglio.

Il Covid-19 ha reso tante cose molto difficili e Chloe spesso non riesce a capire le nuove regole perché per lei non sono necessarie e le complicano la vita. Le difficoltà non sono finite ma io sono contenta di non essere sola ad affrontare tutto questo.

  1. Se dovessi riassumere Cascina Biblioteca usando una parola …

Fiducia.

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