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Inserimenti lavorativi: un ventaglio di possibilita’ in Cascina

Ecco cosa fa Cascina Biblioteca per chi ha bisogno di lavorare e formarsi.

In Cascina Biblioteca esiste un settore chiamato Inserimenti Lavorativi che si occupa di organizzare occasioni di lavoro per persone fragili, disagiate o in fase di formazione professionale.

Servizi sociali e assistenziali cooperano con questo settore in Cascina per rendere possibile il passaggio dall’assistenza all’inclusione sociale attraverso il lavoro, restituendo dignità personale e professionale a chi ne ha necessità.

Cascina Biblioteca prevede nella sua mission un’attenzione alla persona a 360 gradi, in collaborazione con altre realtà e servizi di città e territorio che possiedono gli strumenti necessari a rispondere a tutte le esigenze. Dall’area abitare, ai servizi diurni, aggregativi, lavorativi, assistenziali e domiciliari, dal lavoro all’animazione, dal tempo libero allo sport e alla cultura, cerchiamo di offrire sostegno e far valere diritti che riteniamo fondamentali per l’essere umano e la sua dignità.

Gli Inserimenti Lavorativi includono: tirocini lavorativi per persone con fragilità, tirocini curricolari universitari o specialistici, alternanze scuola/lavoro, messe alla prova per lavori socialmente utili, volontariato fragile.

Il limite temporale di un tirocinio va da tre mesi fino a un anno, ma in alcuni casi i progetti vanno avanti per più di un anno se i partecipanti lo desiderano e se le condizioni lo permettono. Il 2019 ha visto circa cento persone succedersi in Cascina sotto queste forme varie di collaborazione.

Fino a qualche anno fa, dal periodo di tirocinio uscivano contratti per almeno il 50% delle persone coinvolte nella formazione. Dal 2018, il numero si è abbassato al 30%, una media comunque importante di cui andare fieri.

Chi si rivolge a Cascina Biblioteca per trovare un percorso di inserimento lavorativo sono soprattutto le istituzioni cittadine che si occupano di offrire possibilità a persone con fragilità o messa alla prova.

Nel primo caso, si tratta percorsi di alternanza scuola/lavoro o comunità/lavoro, della durata di 15 giorni o un mese al massimo. Sono percorsi spesso rivolti a studenti con fragilità, che non vengono inseriti in altri contesti di alternanza, quali asili, scuole materne o elementari per seguire la formazione sul campo. In Cascina essi trovano relazioni umane molto stimolanti e una varietà di attività da imparare a svolgere (molte delle quali, purtroppo però, non sono adatte a loro), ma è inutile nascondere che alcuni di questi studenti non vivono con disinvoltura il fatto di essere esclusi da altre forme di tirocinio scolastico. Cascina cerca di ovviare a queste difficoltà, non sempre riuscendoci.

Le messe alla prova lavorative sono, invece, persone inviate dalle istituzioni per adempiere a percorsi lavorativi socialmente utili attraverso i quali possono “pagare” il proprio conto alla società. Dal lavoro fisico e impegnativo di chi si occupa dei servizi di giardinaggio, all’aiuto nella gestione degli animali e nella cura e pulizia dei loro ambienti, fino all’occupazione assistenziale di baristi o camerieri o inservienti: si tratta di situazioni delicate, in cui i tutor delle attività proposte si trovano in difficoltà a coinvolgere e interessare le persone in prova, che, più facilmente, preferirebbero non fare nulla di tutto questo. Tuttavia, anche queste esperienze hanno epiloghi molto positivi. Accade che chi parte come messa alla prova venga, poi, assunto, così come chi si trova a lavorare accanto a persone con idee politiche o sociali non condivise, i cosiddetti “presunti nemici”, abbia poi maturato con l’altro intese lavorative fianco a fianco così autentiche da superare pregiudizi e barriere.

Accanto a questi specifici e principali tipi di inserimenti lavorativi, da un annetto circa è nata anche la forma del volontariato fragile.

Si tratta di una forma di volontariato nata da un progetto condiviso tra i coordinatori dell’Area Inserimenti LavorativiDamatrà, associazione di volontariato di Cascina Biblioteca. Accade che molti famigliari abbiano l’esigenza di sostenere e impegnare maggiormente la quotidianità dei propri figli adulti con fragilità, non coinvolti o coinvolti in piccola parte nel mondo lavorativo o in quello dei centri diurni, aggregativi o socio-educativi. La proposta di attività di “volontariato” in sostegno ai servizi della cooperativa che possono avere bisogno di una mano in più e in cui viene offerta un’esperienza umana responsabilizzante faceva proprio al caso di queste persone. Così è stato possibile pensare a questa nuova forma di assistenza volontaria dichiaratamente fragile, che include, aiuta e si prende cura di chi ne ha bisogno.

C’è allora chi aiuta alla mensa dei poveri, chi ha più esperienza teatrale o con gli animali e può sostenere altri che ne hanno meno, rendendo un servizio e impegnando in modo efficace il proprio tempo.

Ecco come, chi si occupa di Inserimenti lavorativi, cerca di rendere un servizio alla società con impegno e sensibilità. Grazie!

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