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Le tradizioni rivivono in cascina con il falo’ di Sant’Antonio

Sabato 18 gennaio 2020 in Cascina Biblioteca, la diciassettesima edizione

Le tradizioni popolari, costumi, danze, leggende, sono tramandate fino a noi attraverso i nostri nonni e poi i nostri padri  e spesso sono fonte di grande stupore per i più piccoli. Soprattutto nel mondo agricolo, le tradizioni sono una parte importante del patrimonio morale ricevuto dai nostri predecessori.

Molti degli eventi tradizionali del passato che riviviamo oggi, sono legati a figure religiose, come quella di Sant’Antonio Abate, per cui in Italia esiste una vera e propria adorazione, che porta ad organizzare decine di eventi in suo onore in tutta Italia. E pensare che il santo non ha alcun legame con il nostro Paese: Antonio fu un eremita egiziano, vissuto nel IV secolo d.c., cui si deve l’inizio del “monachesimo cristiano”, la scelta di trascorrere la vita in solitudine per avvicinarsi più intensamente a Dio. Probabilmente, questo fu sufficiente per diffondere il culto in tutta Europa.

Ma ben presto, accanto a quello religioso, si unì l’adorazione laica e così fin dall’epoca medievale, Sant’Antonio venne invocato in Occidente come patrono dei macellai, dei contadini e degli allevatori e come protettore degli animali domestici.

Spesso, le tradizioni sono state accettate da molti senza un consapevole riferimento al contenuto storico dell’evento. Per questo sono labili e rischiano di essere dimenticate. Far rivivere una tradizione è un modo per recuperare i valori e il significato di gesti importanti nel passato, per comprenderlo meglio.

Il rituale del fuoco, viene da sempre associato alla purificazione e alla consacrazione ed è il risultato dell’unione tra tradizioni pagane e cristiane. In tutta l’Europa, dalla Finlandia fino alla Grecia, ritroviamo riti analoghi: in diverse culture il falò era il momento in cui l’uomo mostrava il suo bisogno di dominare le forze della natura, per altre popolazioni era un rituale di celebrazione della fertilità di uomini e della terra; talvolta i contadini accendevano roghi per favorire buoni raccolti ed allontanare gli eventi negativi. Questa tradizione è da sempre stata radicata, e si è unita poi a quella cristiana, soprattutto alla celebrazione di feste religiose come Sant’Antonio Abate, San Giovanni, San Lorenzo.

Il fuoco era, ma è ancora oggi, anche un’occasione per ritrovarsi e stare insieme in un momento di festa, per vivere il valore della comunità, un modo per rivivere quel senso di identità che anche inconsciamente ci appartiene.

Ed è questo lo spirito che ogni anno ci anima quando decidiamo di organizzare una nuova edizione del falò. Un contesto perfetto, la nostra cascina, per far rivivere questa tradizione, che da 17 anni siamo orgogliosi di portare avanti. Una tradizione che ci permette di sentirci ancora più vicini al nostro territorio e orgogliosamente legati alla sua originale rurale.

Ecco l’agenda del falò, edizione 2020, organizzato dal “Sistema Cascina” composto da Cooperativa Cascina BibliotecaConsorzio SirFondazione Ideavita, Anffas Milano:

  • Ore 18.30: tradizionale benedizione degli animali nel maneggio;
  • Ore 19.00: accensione del falò, che quest’anno ci illuminerà nel paddock grande dietro il vagone
  • Dalle ore 19.30 distribuzione gratuita di polenta e vin brulé “fin che ghe nè” nell’aia della Cascina
  • Ore 21.30: estrazione dei biglietti della nostra lotteria!

E poi musica e balli fino a tarda notte… per festeggiare tutti insieme!

Partecipate numerosi, lasciatevi illuminare dalla luce del falò e dal suo calore, lasciatevi inebriare dal profumo del vin brulè e dalla magia di un momento di festa!

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