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L’Housing Sociale Rizzoli prende vita

Relazioni, persone e storie si intrecciano in via Rizzoli, 47

E’ passato circa un anno da quando, in piena pandemia, l’Area Abitare di Cascina Biblioteca ha iniziato a gestire il nuovo Progetto di housing sociale, destinato a diverse fragilità.

Gli appartamenti gestiti dalla cooperativa si trovano nel complesso residenziale di Urbana New Living, in una zona ben servita dalla metropolitana e molto vicina al Parco Lambro. Intorno all’edificio c’è un giardino, un’area gioco e le biciclette da “affittare”. Al piano terra c’è anche lo Spazio WeMi dedicato al Welfare sociale milanese, un gestore sociale con ruoli amministrativi, tecnici e di accompagnamento alla comunità: EuroMilano S.p.A. Smart Housing Management, che si occupa di gestione immobiliare residenziale e la cooperativa sociale Il Torpedone con il ruolo di sviluppatore di comunità e gestione della morosità.

Nel corso degli ultimi mesi, sono stati tanti gli incontri con persone che hanno chiesto informazioni per avere un appartamento, sono stati tanti i colloqui e le case pian piano si sono riempite di vita. Persone che stanno vivendo un periodo di difficoltà e che hanno chiesto la possibilità di avere accesso ad un appartamento in condivisione con altre persone, a fronte di una spesa adeguata al bisogno. La permanenza all’interno degli appartamenti ha una durata limitata, perché l’obiettivo è quello di supportare le persone durante un periodo di transizione nella loro vita, accompagnandole poi a raggiungere un’autonomia sociale ed abitativa. Ciò che, inoltre, caratterizza il progetto di housing sociale, è la possibilità di condividere tempo e attività insieme agli altri inquilini (nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19) così che ognuno possa diventare una risorsa per gli altri.

Oggi i 10 appartamenti ospitano giovani e adulti con bagagli e storie di vita complesse, ma soprattutto diverse: la bellezza sta proprio nella varietà del mix abitativo. Studenti, lavoratori, ex detenuti in un progetto di reinserimento sociale, giovani donne che hanno bisogno di protezione, migranti, neomaggiorenni che lavorano sulle autonomie abitative, persone con disabilità.

E ci sono poi Yayah e Mohammed, due giovani ragazzi africani che vivevano in un centro di accoglienza gestito da Croce Rossa e avevano iniziato a frequentare Cascina Biblioteca come volontari nel settore agricolo: hanno dimostrato tanta voglia di lavorare, così hanno avuto un contratto di tirocinio e, grazie alle vendite a domicilio della bottega Insalata Matta durante la pandemia, sono stati assunti a tempo indeterminato. Dopo una vita difficile, un viaggio verso l’Italia per cercare di vivere con dignità, è stato straordinario poter destinare a loro uno degli appartamenti in via Rizzoli, dove ora vivono insieme.

Il 15 luglio si è tenuto un momento di incontro con gli abitanti delle case, per conoscersi, favorire l’interazione e la condivisione del tempo. Durante quella giornata, insieme alla coordinatrice, agli operatori e ai volontari sono state posizionate piccole targhe di legno con i nomi delle case davanti ad ogni appartamento, per permettere agli abitanti di sapere dove vivono gli altri e potersi contattare in autonomia. Per chiedere il sale, bere un caffè insieme o per proporre di fare una passeggiata al parco.

Questa giornata è stata anche l’occasione per far emergere le passioni e gli interessi di ognuno, così come le competenze tecniche di chi, per esempio, è in grado di fare manutenzione nelle case. Il primo incontro di una serie di momenti che saranno programmati con costanza, per costruire insieme un’identità di housing e una rete di relazioni, favorita dall’intervento dell’equipe.

Per conoscere meglio il progetto e capire come aderire, è possibile scrivere alla coordinatrice Flavia Sola al seguente indirizzo email: flavia.sola@cascinabiblioteca.it. E’ previsto un colloquio iniziale per valutare i singoli bisogni e le possibili risposte.

24 agosto 2021

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