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Piantare un albero e’ un gesto di speranza

Una pianta in memoria di un amico

Cercando un libro semplice da regalare ad una bambina che non voleva leggere, trovai “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono, un piccolo libretto che credevo sarebbe stato adatto anche a quella piccola che non era interessata ai libri. Il narratore racconta come durante una passeggiata in Provenza, in una vallata deserta dove cresceva solo lavanda selvatica, era rimasto senz’acqua. Incontrò un pastore solitario, che viveva solo e tranquillo con le sue pecore e il suo cane, che gli offrì l’acqua della sua borraccia ed ospitò il giovane nella sua casa. Nonostante la solitudine in cui viveva, quest’uomo stava costruendo, lentamente, un’impresa straordinaria: ogni giorno piantava 100 ghiande, per dare vita a 100 nuovi alberi e una futura foresta.

Piantare un albero è un gesto nobile qualunque sia lo scopo: aumentare le aree verdi della nostra città, produrre ossigeno, aumentare la biodiversità, festeggiare la nascita di un bambino, ricordare qualcuno che non c’è più. Piantare un albero è una metafora della vita: l’albero che cresce, che affonda le radici nel terreno, che porta le sue chiome verso il cielo, che cambia forma e colore nelle stagioni è simbolo di nascita, rinascita, vita e morte.

In Cascina Biblioteca siamo circondati da alberi di tante specie, alcuni sono lì da decine di anni, come il grande pioppo Nero che ha vissuto quasi cent’anni ed è poi stato abbattuto durante un nubifragio circa 3 anni fa. Per Cascina Biblioteca piantare alberi significa continuare a rafforzare il legame con la terra, mantenere l’ambiente naturale il più possibile inalterato, ma anche ricordare chi ha vissuto un pezzetto di vita in Cascina Biblioteca.

Sono già diversi gli alberi piantati in memoria di qualcuno, un volontario, un amico, un abitante delle case e qualche giorno fa è stato piantato un albero per ricordare una persona che non è più tra noi e che ha condiviso con Cascina Biblioteca un pezzo della sua vita. L’albero crescerà in un punto per lui significativo in cascina, in un crocevia molto frequentato.

Durante il momento in cui l’albero è stato posto a terra, alcune delle persone a lui vicine hanno voluto gettare una manciata di terra sulle radici, qualcun altro gli ha dedicato una frase, altri ancora hanno contribuito con il proprio silenzio. Tutti insieme gli hanno dedicato un applauso. Un momento intenso, di grande valore.

La pianta scelta per questa occasione è un pero, albero che sui manuali che trattano del linguaggio dei fiori viene solitamente associato all’idea della “felicità dopo una gioiosa promessa”: la bellissima e abbondante fioritura dell’albero che prelude a un generoso raccolto di frutti. Ci piace ricordare il nostro amico proprio con un segno di felicità, gioia e generosità, un segno che rimarrà lì nel tempo e che ci farò pensare in futuro che “c’è qualcuno seduto all’ombra oggi perché qualcun altro ha piantato un albero molto tempo fa (Warren Buffett)”.

Non un albero qualunque, ma una pianta speciale.

8 aprile 2021

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