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Quando il sangue freddo puo’ salvare una vita: la storia di Max e del signor Ennio

Quando tra di noi si nascondono persone speciali è bello poterlo raccontare a tutti a gran voce! Ecco la storia di Max, uno dei capi squadra del Verde, che ha compiuto un vero e proprio gesto eroico!

Vogliamo raccontarvi una storia molto emozionante, che vede come protagonista Max, uno dei Capi Squadra del settore della Manutenzione del Verde della nostra Cooperativa.

Qualche tempo fa, infatti, Max ha compiuto un vero e proprio gesto eroico salvando un uomo in preda a un forte attacco cardiaco incontrato casualmente all’interno del Parco Nord.

La nostra Cooperativa, infatti, si occupa della manutenzione del Parco Nord e intorno a metà ottobre una delle nostre squadre, guidata appunto da Max, si trovava a Brusuglio, all’interno del parco, per svolgere il proprio lavoro e tagliare l’erba.

Intorno alle 12.15, quando la squadra stava per fermarsi per la pausa pranzo, il gruppo si è accorto di una situazione un po’ strana: c’era una piccola folla di persone intorno a qualcuno a terra.

La squadra si è avvicinata e si sono accorti che la persona a terra stava male: era tutto viola in volto e privo di conoscenza. Sembrava che nessuna delle persone lì intorno sapesse cosa fare! C’ era chi provava ad alzargli le braccia, chi le gambe…

Subito Max ha detto a uno dei suoi ragazzi di chiamare un’ambulanza, si è fatto largo e ha preso in mano con coraggio la situazione!

Aveva svolto un corso di primo soccorso e ha avuto il sangue freddo per mettere in pratica le informazioni che aveva!

Così ha provato a fare un massaggio cardiaco al signore a terra. In un primo momento sembrava che il signore si stesse riprendendo perché il colorito del volto migliorava ma dopo alcuni istanti la situazione è tornata uguale a prima.

Max allora ha ricominciato con un secondo massaggio che ha portato a farlo riprendere. Un’emozione incredibile.

Mentre si attendeva l’arrivo dell’ambulanza (arrivata circa un quarto d’ora dopo la chiamata in quanto non trovava il punto da cui accedere all’interno del parco) Max ha provato a fare domande al signore (gli ha chiesto se sapeva dirgli il suo nome e la sua età) ma il signore non rispondeva.

La paura era tanta perché in caso di attacco cardiaco il sangue può smettere di arrivare al cervello.

Una volta arrivata l’ambulanza Max ha chiesto se poteva essere ancora di aiuto e poco tempo dopo è stato contattato dal direttore del parco che ci teneva ad esprimere il proprio ringraziamento per la prontezza e il sangue freddo di Max e della sua squadra!

Max gli ha chiesto i contatti dell’uomo e della sua famiglia (lui conosceva soltanto il nome…Ennio)  essendo, però, dati sensibili non glieli hanno potuti dare.

Ma la preoccupazione e il desiderio di sapere come stava quell’uomo erano troppo grandi per rinunciare e così ha provato a cercare il nome dell’uomo su Faceboock sperando di trovarlo per poterlo contattare. Al posto suo, però, ha trovato i figli e ha scritto loro un messaggio privato.

Immediatamente i figli lo hanno contattato, telefonandogli in lacrime pieni di gratitudine: senza il suo intervento Ennio non ce l’avrebbe fatta in quanto si era trattato di un attacco cardiaco molto forte.

Quando accadono situazioni come questa non si sa da dove vengano fuori il coraggio, il sangue freddo, la prontezza all’azione.

Si sa però che questo genere di situazioni crea dei legami talmente forti che durano per tutto il resto della vita.

E infatti Max è ancora in contatto con la famiglia di Ennio e con lui…si sentono regolarmente, si incontrano.

Quando i figli e la moglie di Ennio gli hanno chiesto se potevano in qualche modo sdebitarsi con lui, Max ha risposto che non voleva nulla…soltanto organizzare un pranzo in Cascina con loro e tutti gli altri uomini del verde  quando la situazione si fosse rimessa a posto.

Quando Max racconta questo episodio gli trema la voce, gli viene la pelle d’oca, si vede tutta la sua emozione legata al ricordo di quei momenti…

E insieme all’emozione trasmette anche la forza del legame creato con Ennio e la sua famiglia. Il fatto di sentirsi quasi tutti i giorni gli dà davvero una grande gioia!

Ennio è ancora un po’ debole ma forse lui e la sua famiglia verranno a trovare Max e tutti noi di Cascina Biblioteca durante la nostra cena di Natale.

Orgogliosi di raccontare questa storia e di avere tra di noi una persona così!

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