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Riqualificazione ambientale e marcite

Oggi nelle periferie di Milano rimangono poche marcite tra le quali quelle in Cascina Linterno a sud ovest di Milano, in Cascina Caldera, in Cascina Campazzo nel Campo del Ticinello a sud  e poi le marcite della Grangia di San Gregorio, nel parco Lambro nei terreni di Cascina Biblioteca.
Proprio qui, sono presenti due delle storiche marcite che erano alimentante dal Fiume Lambro e dai suoi derivati, come la roggia molinara: essa consentiva la regolazione delle piene del Lambro, la depurazione delle acque e una consistente produzione di foraggio, maggiore rispetto ai normali prati adacquatori. Le nostre marcite sono le uniche in zona est, un vero tesoro.

Le marcite sono una testimonianza preziosa dal punto di vista storico e paesaggistico, espressione identitaria del genio agronomico del territorio milanese, tutelata dall’adiacente Parco Agricolo Sud e dal Parco del Ticino: oggi sono in cattive condizioni per la mancanza di alimentazione di acque pulite e per la cattiva conservazione dei manufatti di regolazione delle acque.

Il progetto di riqualificazione delle marcite mira a:

  • riqualificare il fondo S. Gregorio attraverso la riattivazione di 7 ettari di marcita, attualmente gestiti come prato stabile, con funzione didattica, produttiva e di ricerca; in particolare, riattivare e gestire le marcite nel Parco Lambro, permetterà di stimolare la crescita di biodiversità, sia attraverso le azioni produttive (con un approccio agro-ecologico), sia attraverso azioni specifiche di salvaguardia dell’ambiente naturale (creazione di prati pascolo, piantumazioni di siepi, marcite). Tutti i 38 ettari coinvolti dal progetto saranno certificati Bio;
  • creare una filiera del latte da marcita;
  • impattare positivamente, attraverso i suddetti interventi, sulla biodiversità, sulla qualità dell’acqua del fiume Lambro utilizzata per le marcite del Parco preservando la natura agricola del luogo: gli obiettivi in termini di biodiversità e qualità delle acque e del prodotto “erba da marcita” saranno valutati con metodo scientifico da Fondazione Minoprio, partner di progetto. Ci si aspetta un miglioramento dei valori relativi a indicatori della biodiversità agricola e naturale (numero di specie e varietà coltivate, numero di specie vegetali presenti, numero e dimensione degli elementi lineari) del paesaggio, e anche a livello aziendale valutando gli input di fattori produttivi. La qualità dell’acqua sarà sottoposta ad analisi così come i foraggi prodotti;
  • presidiare e lavorare tutti i 38 ettari in disponibilità e riattivare l’area agricola del Parco Lambro permettendo il riconoscimento del valore sociale e ambientale dell’area.

Accanto a questi interventi, ci saranno:

  • un percorso formativo condotto dai partner di progetto, nell’ottica di condividere e ampliare esperienze e competenze specifiche e da enti fornitori esterni. L’attività formativa sarà rivolta a persone coinvolte in percorsi di inserimento lavorativo, persone occupate presso i partner di progetto per le quali si prevede un cambiamento di mansione o un aumento orario e a persone esterne alla rete di progetto (con focus rivolto a persone disoccupate over 50 e giovani under 30), in modo da colmare l’assenza di professionalità specifiche sul mercato del lavoro. Le attività formative saranno condotte lungo l’arco di progetto e intercetteranno 350 persone, di cui 85 svantaggiate.
    Tra le attività formative, verranno proposti un corso per la formazione di nuovi campari con l’obiettivo di fornire competenze per manutenere e gestire il sistema irriguo esistente (a scorrimento) e le colture ad esso legate. Il camparo sarà in grado di gestire le acque dei canali di irrigazione, regolandone i flussi, con particolare attenzione ai prati marcitori; riparare e manutenere i manufatti idraulici e le sponde dei canali attraverso piccole opere edilizie e la pulizia della vegetazione; riconoscere le peculiarità storiche e agronomiche del paesaggio in cui opera e trasmettere le proprie conoscenze alla popolazione. Il corso, composto da lezioni teoriche e pratiche, supportato da materiali didattici e divulgativi, sarà realizzato presso le marcite del Parco del Ticino e del Parco Lambro e garantirà l’avvio del restauro dei manufatti attualmente presenti e la riattivazione del sistema irriguo tradizionale presso il Parco Lambro;
  • percorsi didattici rivolti ad almeno 6 scuole del territorio presso il Parco Lambro con l’obiettivo di far conoscere la storia agricola del Parco e il sistema irriguo tradizionale. E ancora, visite didattiche con attività laboratoriali rivolte a studenti universitari per aumentare le competenze tecniche e la conoscenza dei sistemi irrigui tradizionali e a scorrimento;
  • organizzazione di 5 eventi partecipativi destinati alla cittadinanza e l’organizzazione di 2 seminari specifici per promuoverne la cultura e la conoscenza; le attività divulgative presso il Parco Lambro e il Parco del Ticino hanno l’obiettivo di aumentare la consapevolezza degli abitanti del territorio rispetto alla natura agricola del luogo e l’importanza della sua salvaguardia.

Attraverso le analisi previste si verificherà la presenza di inquinanti per capire se la qualità dell’acqua migliora e se il prodotto raccolto può essere destinato ad allevamenti bovini o debba essere destinato ad usi non alimentari (bioedilizia o compostaggio presso C.na Nibai).
Grazie all’attivazione delle marcite storiche si garantisce un aumento della biodiversità, soprattutto in termini di avifauna, lepidotteri e odonati; le analisi chimiche garantiranno una sicurezza dal punto di vista del prodotto e forniranno materiale di ricerca per approfondire gli effetti delle marcite sulla qualità delle acque.
Tutte le riqualificazioni ambientali garantiranno una presenza e un presidio costante per disincentivare comportamenti dannosi e monitorare il territorio sia da un punto di vista ambientale (es. scarichi abusivi) sia sociale (microcriminalità). Inoltre, permetteranno la realizzazione di alcuni percorsi di tirocinio e contratti di lavoro a tempo determinato e indeterminato.

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